Rimandati IV Edizione: cresce la trasparenza sui beni confiscati.
La nuova edizione del Report nazionale che indaga sullo stato della trasparenza degli enti territoriali in materia di beni confiscati. Otto Comuni su dieci pubblicano i dati
Su 1.174 Comuni monitorati, 938 pubblicano sul proprio sito l’elenco dei beni immobili confiscati: sono il 79,8% del totale. Un dato in crescita del 15% rispetto alla precedente edizione. Ma l’obiettivo resta la piena trasparenza: 236 Comuni sono ancora inadempienti e, tra le Regioni destinatarie di beni confiscati, Lazio, Sicilia e Calabrianon garantiscono un livello adeguato di pubblicazione.
È quanto emerge dalla quarta edizione di “RimanDATI”, il report nazionale di Libera sullo stato della trasparenza dei beni confiscati nelle amministrazioni locali, realizzato in collaborazione con Gruppo Abele, il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino e con il contributo di ISTAT.
Il risultato segna una crescita rispetto alla precedente edizione del monitoraggio e racconta soprattutto un cambiamento profondo rispetto al 2021, quando, nella prima edizione di RimanDATI, soltanto il 38% degli enti pubblicava queste informazioni.
Dall’accesso civico 209 Comuni in più pubblicano i dati
Il monitoraggio è stato realizzato grazie al lavoro di oltre 80 volontarie e volontari in tutta Italia, formati per verificare in maniera capillare i siti degli enti territoriali.
Il lavoro si è articolato in due fasi. Nella prima ricognizione erano 729 Comuni pubblicavano l’elenco dei beni confiscati, pari al 62,1% del totale.
Libera ha quindi inviato agli enti inadempienti una domanda di accesso civico semplice, chiedendo di pubblicare o aggiornare le informazioni. Dopo questa azione, il numero dei Comuni adempienti è salito a 938: 209 enti in più.
Un risultato che conferma quanto l’attivazione civica e il diritto di accesso alle informazioni possano incidere concretamente sulla qualità della trasparenza delle amministrazioni.
Nord all’88,5%, forte crescita del Centro. Nessuna Regione sotto il 50%
La crescita riguarda tutto il Paese, anche se permangono differenze territoriali.
Il Nord Italia si conferma la macroarea con la percentuale più alta di enti adempienti, pari all’ 88,5%. Il Centro Italia raggiunge il 77,8%, con un aumento di quasi 20 punti rispetto alla rilevazione precedente. Sud e Isole arrivano invece al 75%.
A livello regionale, Basilicata, Molise e Umbria raggiungono il 100% dei Comuni adempienti. Seguono Liguria e Veneto con il 94% ed Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia con il 90%.
Per la prima volta, nessuna Regione italiana si colloca al di sotto della soglia del 50%.
Rimangono tuttavia criticità anche negli enti sovracomunali. Tra le dieci Province e Città metropolitane destinatarie di beni confiscati, la Provincia di Messina è l’unica a non pubblicare gli elenchi. Tra le sei Regioni destinatarie di beni confiscati, risultano invece inadempienti Lazio, Sicilia e Calabria, perché non pubblicano l’elenco o lo fanno in una modalità non considerata valida.
Non basta pubblicare: conta anche la qualità dei dati
RimanDATI non verifica soltanto la presenza degli elenchi, ma anche come le informazioni vengono pubblicate e quanto siano realmente accessibili alla popolazione.
Tra gli enti che pubblicano i dati, il 56% utilizza il modello proposto dall’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC), mentre il 51% utilizza il formato Excel, quindi open data.
Molto alta la percentuale di enti che fornisce correttamente le informazioni essenziali: il 95% pubblica i dati catastali e l’ubicazione del bene e il 96% indica la tipologia dell’immobile confiscato.
Cresce anche l’attenzione verso il riutilizzo sociale: il 73% degli enti pubblica i dati sui concessionari che hanno in gestione i beni. Resta invece ancora insufficiente l’informazione sulla durata delle concessioni: soltanto il 58% degli enti indica la scadenza dell’esperienza di riuso.
L’indice complessivo elaborato da RimanDATI assegna agli enti locali una media nazionale di 56,2 punti su 100.
Otto Regioni si collocano sotto questa media: Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Marche, Sardegna, Sicilia e Trentino. I valori medi più bassi si registrano in Sicilia, con 49,5 punti, e Trentino, con 40,5 punti.
Illuminare i beni confiscati significa dare linfa alla democrazia
La trasparenza non rappresenta soltanto un adempimento amministrativo. Significa mettere cittadini, associazioni e comunità nelle condizioni di conoscere il patrimonio sottratto alle mafie e di partecipare alla costruzione del suo futuro.
Mafie e corruzione prosperano nel buio e nell’indifferenza. Democrazia, legalità e giustizia lo fanno, invece, nella luceTatiana Giannone - Responsabile nazionale beni confiscati Libera
Rendere accessibili dati e informazioni sui beni confiscati significa facilitare i percorsi di riutilizzo, permettere alle comunità di immaginare nuovi progetti e rafforzare gli strumenti di controllo e partecipazione.
L’obiettivo di RimanDATI resta quindi chiaro: raggiungere il 100% degli enti monitorati.
Perché ogni dato pubblicato rappresenta uno spazio di conoscenza restituito alla collettività e ogni elenco accessibile riduce la distanza tra istituzioni e cittadinanza.
Dalla trasparenza alle risorse: la campagna “Diamo Linfa al Bene”
Il lavoro di RimanDATI è anche alla base della campagna di Libera “Diamo Linfa al Bene”, nata per chiedere che il 2% del Fondo Unico Giustizia venga destinato ogni anno alle pratiche di riuso pubblico e sociale dei beni confiscati.
Conoscere i beni e rendere trasparenti le modalità della loro gestione è infatti il primo passo. Il successivo è garantire risorse adeguate affinché quei luoghi possano diventare realmente spazi di comunità, diritti, servizi e opportunità.
Alla campagna hanno già aderito con la propria firma più di 100.000 persone. Con l’avvio dell’autunno, Libera porterà la richiesta anche agli enti pubblici di prossimità, perché sostengano concretamente questo percorso.
31 lug 2026 - Come possono i beni confiscati alla criminalità organizzata diventare luoghi di inclusione, partecipazione e sviluppo? Il report Reclaiming Spaces, Building Communities lo racconta.
18 giu 2026 - Il primo report di monitoraggio civico nazionale sul livello di adeguatezza informativa e tecnica dei canali di segnalazione interni della Pubblica Amministrazione.
17 ott 2025 - Libera: “Gratitudine per coloro che hanno contribuito alle operazioni . Persistono le preoccupazione per le infiltrazioni, non verrà meno il nostro monitoraggio civico”
Investendo il 2% del Fondo Unico di Giustizia si possono far crescere i beni confiscati alle mafie, trasformandoli in spazi di comunità, lavoro e futuro. Firma l’appello!