Don Ciotti aderisce al digiuno a staffetta per Alberto Trentini
Don Ciotti si unisce all'iniziativa per sensibilizzare sul caso del cooperante italiano detenuto in Venezuela e chiedere giustizia.
Don Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele, ha annunciato la sua adesione al digiuno a staffetta per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla drammatica situazione di Alberto Trentini, il cooperante italiano detenuto in Venezuela.
"Alberto Trentini. Questo nome dovrebbe essere sulla bocca di tutti, perché il primo diritto di ogni persona è quello di essere chiamata per nome, soprattutto quando subisce un’ingiustizia o vive una difficoltà. Dobbiamo pronunciarlo ogni giorno, con speranza, perché per Alberto non è troppo tardi. È il nome di un ragazzo vivo, che la sua famiglia aspetta a casa sano e salvo. Oggi quella famiglia si allarga e ci comprende tutti, come è accaduto in passato per altri connazionali rapiti senza precise accuse in un Paese straniero", ha dichiarato Don Luigi Ciotti.
Alberto Trentini era arrivato in Venezuela per portare aiuto alle persone più fragili, attraverso il suo impegno con una ONG. Nonostante gli sforzi di molti, a livello istituzionale e non solo, per il suo rilascio, il tempo trascorso senza che nessuno potesse vederlo o parlargli è ormai troppo lungo.
"È il momento di fare qualcosa di più incisivo" ha aggiunto Don Ciotti. Per questo motivo, ha deciso di partecipare al digiuno a staffetta intrapreso da molte persone per mantenere alta l’attenzione pubblica e governativa sulla vicenda e tenere acceso un faro sulla storia di Alberto. Il digiuno, simbolo di una fame più profonda, rappresenta la fame di verità e giustizia, liberandosi dall'obbligo di masticare per rendere ancora più forte il nome di Alberto Trentini e la speranza che possa tornare presto a casa.
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