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Permessi lavorativi alle vittime del dovere nel D.L. Sicurezza

La rete dei familiari delle vittime innocenti delle mafie aderenti a Libera esprime grande sconcerto di fronte a questa decisione

Da molti anni chiediamo il riconoscimento, per i familiari delle vittime innocenti delle mafie, di permessi lavorativi, da non recuperare, al fine di poter partecipare a iniziative organizzate per costruire una cultura della legalità, della responsabilità, in memoria dei propri cari uccisi dalla violenza mafiosa. Tale richiesta non è mai stata accolta. Apprendiamo ora con grande sconcerto che il D.L sulla sicurezza che sarà convertito in legge all'articolo 27, comma 6, vengono riconosciuti permessi lavorativi alle vittime del dovere. 

Consapevoli che tale categoria di vittime è assolutamente da tutelare, ci chiediamo però come mai una uguale previsione non è stata estesa alle vittime della criminalità organizzata e del terrorismo. Inoltre, lo stesso comma contiene una vera e propria incongruenza, in quanto prevede tali permessi per la partecipazione a iniziative “finalizzate alla diffusione della cultura della legalità e della memoria delle vittime del dovere, del terrorismo e della criminalità organizzata” 

Chiediamo, quindi, che l'articolo sia emendato, prevedendo l'estensione del diritto a fruire dei suddetti permessi anche alle vittime della criminalità organizzata e del terrorismo.

Non ci possono essere requisiti, modalità e interventi di serie A e di serie B, l’equiparazione è necessaria: hanno perso tutti la vita per la nostra libertà, per il Paese e il bene di tutti”. 

In una nota Libera insieme ai familiari delle vittime innocenti delle mafie aderenti a Libera sul D.L sulla sicurezza che sarà convertito in legge