Permessi lavorativi alle vittime del dovere nel D.L. Sicurezza
21 apr 2026 - La rete dei familiari delle vittime innocenti delle mafie aderenti a Libera esprime grande sconcerto di fronte a questa decisione
E’ stata depositata il 27 aprile in Cassazione da oltre 30 associazioni promotrici la proposta di legge di iniziativa popolare sulla sanità. Libera e Gruppo Abele sono tra le associazioni promotrici insieme alla Cgil. La proposta è sostenuta da associazioni impegnate nella difesa del Servizio sanitario nazionale e nel rilancio del welfare pubblico - tra loro Arci, Acli, Sbilanciamoci, Udu e Rete degli studenti medi - e punta innanzitutto ad aumentare le risorse del fondo, almeno al 7,5% del Pil. Quanto al personale, si chiede la piena valorizzazione economica e professionale, garantendo gli organici necessari ad assicurare prevenzione, assistenza e cura con assunzioni a tempo indeterminato; il pieno e omogeneo sviluppo dell'assistenza territoriale, il rispetto dei tempi di attesa, politiche per rispondere ai bisogni delle persone anziane e non autosufficienti. La raccolta firme per le due proposte di legge sarà avviata con due giornate di mobilitazione, il 15 e il 16 maggio.
“Come Libera e Gruppo Abele siamo tra i promotori di questa importante proposta di iniziativa popolare sui temi della sanità pubblica. Una scelta che si colloca in continuità con il nostro impegno perché la sanità non è solo un servizio pubblico: è uno spazio di diritti. Ed è proprio per questo che diventa terreno di conquista per mafie e sistemi corruttivi. Non sempre l’infiltrazione passa da appalti o grandi scandali. Sempre più spesso passa da un uso distorto e “sociale” della sanità. Un ricovero facilitato, una lista d’attesa accorciata, un certificato ottenuto senza diritto: piccoli favori che costruiscono consenso e dipendenza. È così che le mafie si radicano: offrendo ciò che dovrebbe essere garantito a tutti, ma trasformandolo in privilegio per pochi. Difendere la sanità pubblica significa allora difendere i diritti, la democrazia, l’uguaglianza. La salute è il diritto fondamentale, quello che rende possibile tutti gli altri diritti: non può essere soggetto a variabili o a logiche solo economiche. È un diritto che non può essere né comprato né venduto. Diciamo basta ad una sanità che sacrifica il bene comune al profitto di pochi. Per questo chiediamo più risorse ma anche più trasparenza, più controlli, più responsabilità. Perché dove la sanità è opaca, le mafie e la corruzione trovano spazio. Siamo davanti ad una sfida che riguarda tutti.”