Modifica Codice dei contratti pubblici e innalzamento soglia di valore degli appalti pubblici
Libera: “ Forte preoccupazione, nessun passo indietro su trasparenza e legalità negli appalti”.
“Esprimiamo forte preoccupazione per una riforma che fa fare un passo indietro in termini di prevenzione della corruzione e di rischio di infiltrazione mafiosa nelle commesse per lavori, servizi e forniture delle amministrazioni comunali - per più della metà degli appalti complessivi - vanificando le competenze e professionalità acquisite in questi anni dai dirigenti di tanti Comuni nelle procedure di appalto ad evidenza pubblica al fine di assicurare più trasparenza e integrità. Una beffa natalizia, nessun passo indietro su trasparenza e legalità negli appalti”.
In una nota Libera interviene dopo che nell' intervento in Aula al Senato di ieri mattina il Governo ha confermato che nel maxi emendamento al disegno di legge di bilancio 2019 è prevista una modifica al Codice dei contratti pubblici che innalza in modo molto rilevante la soglia di valore degli appalti pubblici entro la quale si potrà procedere tramite affidamenti diretti.
“Le disposizioni del Codice- prosegue Libera- che premiano i soggetti offerenti migliori condizioni di prezzo e qualità degli acquisti pubblici non possono essere considerate un orpello burocratico da sacrificare in nome di un’ideologica pseudo-liberalizzazione che rischia di trasformarsi in salvacondotto al soddisfacimento di interessi opachi. Né quelle norme sono causa di un presunto blocco della spesa per investimenti, che risulta in realtà di nuovo in crescita. Riformare il Codice degli appalti in questo momento appare oggettivamente pericoloso non solo sotto il profilo dei maggiori rischi di corruzione e abusi, ma anche in quanto prepara il terreno a potenziali infiltrazioni mafiose, come emerge da molte inchieste giudiziarie e come denunciato alcuni giorni fa dal presidente dell'Anac e dai sindacati del settore. “
Rischi, inoltre, confermati dal rapporto Liberaidee - una recente ricerca sociale sulla percezione e la di presenza di mafie e corruzione - dove il 41,2 per cento del campione degli intervistati indicano i funzionari che assegnano appalti tra le figure più coinvolte in pratiche corruttive e il 27,9 per cento ritiene la pratica degli appalti truccati tra le attività che sono più legate alla presenza mafiosa.
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