Approfondimenti

Il potere delle imprese sociali nei beni confiscati

EUROPE HUB – strEngthening yoUth entRepreneurship fOr imProving civil Economy and enHancing inclUsive Business

Camus ha scritto che nella storia dell’umanità ci sono sempre state tante pandemie quante guerre. Eppure, quando arrivano, ci colgono sempre di sorpresa. Sempre nelle stesse pagine, scriveva che quando questo accade, porta via a tutti la capacità di amare, perché questo richiede un futuro, ma in quelle situazioni esistono solo istanti. Se questo è vero, è anche vero che la possibilità di vedere il futuro deriva dal sapere che non siamo soli, che anche altre persone fanno parte di questo futuro. Tuttavia, questo richiede anche che ci siano gli spazi e le condizioni materiali in cui farlo. Spazi concreti che diano possibilità altrettanto concrete all’immaginazione, soprattutto agli individui in maggiore difficoltà a causa del loro contesto sociale.

Questa possibilità può essere favorita investendo in forme inclusive di economia sociale che guardano allo sviluppo sostenibile, il cui scopo non è il profitto ma l’interesse della comunità stessa. Questo tipo di economia, oltre ad essere in grado di resistere bene alle fluttuazioni e alle crisi economiche, permette ai giovani di conoscere nuove opportunità di impegno civico, di creare spazi di lavoro e di reinserimento nella società di gruppi più fragili come, ad esempio, immigrati, persone con disabilità, ex detenuti, donne isolate o persone con problemi di dipendenza.

Per costruire un futuro più coeso e sostenibile per un’Europa duramente segnata dalla pandemia da Covid-19 e dalle conseguenze della guerra in Ucraina, è necessario che le istituzioni prendano l’iniziativa per ripristinare i principi di trasparenza, responsabilità e partecipazione che sono alla base dei valori democratici e che possono mettere i giovani in condizione di pensare e organizzare un diverso modello economico, sociale e culturale. L’opportunità di lasciare un segno tangibile sui territori, nelle e per le comunità in cui vivono è il primo passo per bandire la narrativa di un presente e di un futuro immutabili.

La necessità di adottare nuovi strumenti per coinvolgere i cittadini e per far emergere la presenza delle istituzioni diventa ogni giorno sempre più urgente. I gruppi criminali operano sempre più spesso a livello transnazionale, adattandosi ai contesti e sfruttando le lacune legislative, giudiziarie e culturali. Sette organizzazioni criminali su dieci indagate in Europa operano in più di uno Stato e il 40% opera in più di un settore criminale (SOCTA 2021). Oltre il 60% delle reti criminali attive nell’Unione Europea è coinvolta in pratiche di corruzione e più dell’80% di esse utilizza attività commerciali legali come copertura per il riciclaggio di denaro e altre attività illecite. A fronte di tutto ciò, solo l’1% del patrimonio immobiliare appartenente alle organizzazioni criminali viene confiscato.

Di tutto questo si è recentemente discusso a Palermo nell’ambito dell’evento CROSS in occasione del 22° anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale. I numerosi ospiti che sono saliti sul palco hanno condiviso dati, esperienze e proposte su come organizzare la lotta alla criminalità organizzata transnazionale, mentre le varie associazioni coinvolte nell’evento hanno avuto l’opportunità di presentarsi al pubblico, stringere e rafforzare contatti.

A questo evento erano presenti anche i membri di Europe Hub, che coivolge dieci partner di altrettanti Stati europei attivi nella rete informale CHANCE – Civil Hub Against orgaNised Crime in Europe. Al fine di indirizzare le misure a sostegno dei giovani, il progetto propone di affrontare il problema della disoccupazione giovanile applicano il modello dell’imprenditoria sociale a livello locale, regionale, nazionale e europeo, con particolare attenzione al riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati, nella convinzione che proprio lo strumento della confisca, unito alla volontà di destinare tali beni sequestrati alla comunità, possono essere la chiave per ristabilire il rapporto tra cittadini e istituzioni, promuovendo i principi cardine della partecipazione, della responsabilità e della trasparenza e infine offrire spazi fisici concreti all’interno dei quali la comunità stessa possa trovare la forza di immaginare e costruire il futuro.

Iscriviti alla nostra newsletter

Rimani informato sulle nostre iniziative e campagne.

Ho letto l'informativa sulla Privacy e autorizzo Libera a processare i miei dati personali secondo il Decreto Legislativo 196/2003 e/o successive integrazioni o modifiche