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Argentina, il modello italiano per beni confiscati alla criminalità

''Libera'' esporta l'esperienza di riutilizzo dei beni confiscati alla mafia

BUENOS AIRES, 01 MAG - Riutilizzare socialmente i beni sottratti alla mafia riproducendo in Argentina il modello italiano: è questo l'obiettivo del progetto finanziato dall'Unione europea (Ue) e guidato dall'associazione italiana Libera, illustrato a Buenos Aires dal responsabile per l'Argentina, il giudice federale Sebastian Casanello. "Occorre passare dalla semplice confisca del bene, risultato dell'azione della giustizia, al bene comune ovvero a una partecipazione piena della società civile, soprattutto di quella più vulnerabile", ha dichiarato il giudice Casanello, sottolineando che "quella italiana è una storia di successo e fonte di ispirazione per gli altri paesi e in particolare per l'Argentina". Vincitore tra oltre 400 candidati, il progetto 'Bene restituito - per lo smantellamento patrimoniale del crimine organizzato e il rafforzamento della società civile', ha ottenuto l'appoggio della Ue e oggi promuove un cambiamento culturale e normativo in Argentina rispetto all'impiego sociale dei beni confiscati al crimine organizzato. "La diplomazia della legalità e la collaborazione contro il crimine transnazionale è una priorità dell'Italia anche in Argentina", ha commentato da parte sua l'ambasciatore italiano a Buenos Aires, Giuseppe Manzo. La presentazione del progetto è avvenuta nella puntata settimanale di "Italianisimo", il programma di diplomazia pubblica realizzato dall'Ambasciata italiana a Buenos Aires all'interno della trasmissione "Sabado Tempranisimo" di Radio Mitre, condotta dal popolare giornalista e commentatore Marcelo Bonelli, che settimanalmente registra uno share di oltre il 50%. (ANSA). BUENOS AIRES

Leggi il progetto  "Bene Restituito – per lo smantellamento patrimoniale della criminalità organizzata e il rafforzamento della società civile" promosso da Libera, Multipolar, ACIJ e Circolo Giuridico di Argentina

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