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Radici di Calabria, Ombre di Mafia

Diaspora, memoria e criminalità organizzata tra Australia e Canada

Radici di Calabria, Ombre di Mafia

Il 29 maggio 2025, a Roma, nei nostri spazi di ExtraLibera, Libera ha promosso l’iniziativa
“Open Narratives: Radici di Calabria, Ombre di Mafia. Storie di Diaspora e Criminalità Organizzata in Australia e Canada”, una giornata di confronto e approfondimento dedicata a un tema spesso rimosso dal dibattito pubblico: la presenza e l’adattamento delle mafie italiane nei contesti di emigrazione, in particolare all’interno delle diaspore calabresi in Australia e Canada.

L’incontro si inserisce nel percorso Open Narratives, uno spazio di riflessione e produzione collettiva che mette al centro il ruolo delle narrazioni, della memoria e dell’educazione nel contrasto alle mafie contemporanee. Un approccio che parte da una consapevolezza chiara: le mafie non si muovono solo attraverso i traffici illegali, ma anche tramite relazioni sociali, identità, linguaggi e forme di appartenenza

Mafie “lontane”, ma non invisibili

Australia e Canada vengono spesso percepiti come Paesi “lontani” dalle mafie italiane. Eppure, da decenni, le organizzazioni mafiose – in particolare la ’ndrangheta – hanno saputo radicarsi, adattandosi ai sistemi economici e istituzionali locali, intrecciando legami familiari, imprenditoriali e comunitari.

Non si tratta semplicemente di “mafie in trasferta”, ma di forme transnazionali e translocali di criminalità organizzata, capaci di mimetizzarsi nei contesti di arrivo e di sfruttare le fragilità legate ai percorsi migratori: il peso della nostalgia, le ferite della discriminazione, i silenzi intergenerazionali, il bisogno di riconoscimento e protezione.

Diaspora, identità e memoria

Uno dei nodi centrali affrontati riguarda il rapporto tra diaspora e costruzione dell’identità.
In molte comunità di origine italiana all’estero, la dimensione culturale e associativa è fondamentale per la coesione e la trasmissione della memoria. Tuttavia, proprio in questi spazi possono insinuarsi narrazioni ambigue, in cui appartenenza e reputazione familiare diventano strumenti di legittimazione sociale anche per soggetti e reti criminali.

Open Narratives prova a ribaltare questa prospettiva, ponendo alcune domande chiave:

Il ruolo della società civile

Accanto all’analisi dei fenomeni criminali, l’iniziativa ha dato grande spazio al ruolo della società civile come attore fondamentale nella prevenzione e nel contrasto alle mafie all’estero.
L’esperienza di Libera, costruita in oltre trent’anni di impegno su memoria delle vittime innocenti, educazione alla cittadinanza, riuso sociale dei beni confiscati e partecipazione giovanile, dimostra che le mafie si contrastano anche cambiando il “clima culturale” in cui prosperano.

In contesti migratori, questo significa lavorare sulla narrazione, sull’ascolto delle ferite collettive, sulla ricostruzione di legami comunitari aperti e inclusivi, capaci di sottrarre spazio alla logica del clan, della paura e del silenzio.

Open Narratives non si esaurisce in un singolo evento: è un invito a guardare oltre i confini nazionali, a riconoscere le nuove geografie delle mafie e a costruire risposte collettive che mettano al centro diritti, partecipazione e giustizia sociale.


EN: Open Narratives: Roots of Calabria, Shadows of the Mafia is an initiative promoted by Libera to explore the relationship between migration, memory and transnational organised crime, with a specific focus on the Calabrian diaspora and the presence of the ’ndrangheta in Australia and Canada.

The event, held on 29 May 2025 in Rome, brought together researchers, journalists, activists and educators to reflect on how organised crime adapts within migrant communities, exploiting identity, intergenerational trauma and narratives of belonging.

Open Narratives highlights the crucial role of civil society, education and collective memory in preventing mafia infiltration abroad, promoting a rights-based and community-centred approach to counter organised crime beyond national borders.

 

In partenariato con: 

 

e il contributo di : Prof/Dr Anna Sergi, LL.M. & Ph.D.full professor of sociology of law and deviance department of political and social sciences university of Bologna, italy honorary professor university of Essex, uk honorary professor university of Melbourne, Australia