Libera risponde alle dichiarazioni del ministro Nordio: contro il disagio giovanile e la criminalità minorile servono educazione, opportunità e sostegno alle famiglie, non solo repressione.
Di fronte alle dichiarazioni rilasciate oggi dal ministro della Giustizia Carlo Nordio ribadiamo la necessità di affrontare il disagio giovanile e la criminalità minorile attraverso strumenti educativi e sociali, anziché ricorrere a risposte esclusivamente repressive.
Guardare al disagio giovanile, alla criminalità minorile attraverso le lenti della repressione è un tornare indietro, una retromarcia spericolata sia a livello giuridico che culturale.
Le esperienze di tante realtà impegnate nel sociale mostrano invece che le lenti più efficaci per comprendere e affrontare questi fenomeni sono quelle educative e sociali.
Punire quasi mai funziona, educare molto spesso sì.
Per questo «l’esercito di cui abbiamo bisogno nelle nostre città deve essere composto da educatori, assistenti sociali, operatori della cultura». Occorre costruire opportunità, fornire strumenti e garantire servizi capaci di sostenere ragazze, ragazzi, famiglie e comunità.
Questa è l’unica via d’uscita: investire nella scuola, promuovere una crescita culturale di quei territori, realizzare comunità che si educhino ad essere comunità.
A questo si aggiunge la necessità di sostenere i le famiglie, anche dal punto di vista economico e occupazionale. Far funzionare la giustizia minorile dovrebbe significare fare in modo che gli errori dei ragazzi, spesso legati a gravi carenze educative, non si trasformino in una condanna per tutta la vita.
È questo che sfugge a chi concepisce la giustizia come una clava, senza riguardo per la storia e le fragilità di ciascuno.
Le dichiarazioni del ministro della Giustizia mettono in evidenza la crisi del sistema penitenziario minorile, ma la soluzione prospettata, che prevede l’aumento dei posti detentivi e il trasferimento dei ragazzi e delle ragazze in istituti per adulti, rischia di compromettere ulteriormente la funzione educativa della giustizia minorile, senza affrontare le cause della criminalità.
Proprio per individuare risposte alternative, il prossimo 26 novembre a Roma saranno presentate le proposte elaborate da 500 esperti nell’ambito degli Stati Generali della giustizia minorile, promossi da Libera, Defence for Children Italia e Antigone.