News // Luigi Ciotti

La verità senza giustizia è come un fiore che appassisce prima di dare frutto

La dichiarazione di Luigi Ciotti dopo la sentenza sul caso Regeni: una verità che restituisce i nomi degli autori del sequestro, ma che resta ancora senza giustizia.

La verità senza giustizia è come un fiore che appassisce prima di dare frutto. Una verità che illude e non matura.

Oggi siamo grati alla magistratura italiana per il suo coraggioso lavoro di scavo e ricerca della verità, la stessa verità che Giulio Regeni era impegnato a cercare nel suo ruolo di studioso, senza scorciatoie né compromessi.

Quella verità gli è costata la vita, ed era il minimo per tutti noi restituire verità alla sua morte.

Ma è una verità fragile, quella che è stata scritta oggi, destinata purtroppo a restare sulla carta senza incarnarsi in provvedimenti concreti.

Abbiamo dato dei nomi agli autori del suo sequestro. Abbiamo risposto a quella domanda terribile pronunciata dalla mamma di Giulio davanti al suo cadavere martoriato: “Che cosa ti hanno fatto?”.

Sappiamo quanto male gli hanno fatto, sappiamo chi lo ha fatto e in parte le ragioni. Ma sappiamo purtroppo anche che nessuno pagherà davvero per la morte innocente di Giulio.

Né gli esecutori né i mandanti politici del delitto.

La giustizia è talvolta difficile da affermare anche dentro il perimetro della nostra giurisdizione.

Ma questa sentenza ci ribadisce qualcosa di doloroso: non esiste uno stato di diritto che superi i confini nazionali.

La giustizia, nella dimensione internazionale, è vincolata alla volontà politica. Che spesso sceglie di coprire i colpevoli per interessi di potere.

Giulio, perdonaci.

Genitori, famigliari, amici di Giulio, perdonateci.

Perché la vostra sete di verità oggi trova un parziale sollievo, ma la fame di giustizia rimane insaziata.