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Primo centro di documentazione tematico sulla lotta alle mafie e alla corruzione

Il centro documentazione è finanziato con il bando del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali

Nel corso di 25 anni di impegno Libera ha raccolto un patrimonio storico unico, che ha permesso di ricostruire le storie delle vittime innocenti delle mafie grazie alla testimonianza dei loro familiari. Una memoria che racchiude ricordi, immagini, video che raccontano un pezzo di storia collettiva del nostro Paese, e che devono diventare un patrimonio condiviso da cui attingere. Da qui, l'idea di progettare un percorso di ricerca, approfondimento e interazione che possa mettere a sistema la sterminata documentazione esistente sui temi di mafia e corruzione. Tutta la documentazione confluirà nel primo centro di documentazione tematico sui temi della lotta alle mafie e alla corruzione che Libera sta realizzando a Roma, presso il bene confiscato di Via Stamira. Non un museo, ma un incubatore di memoria aperto a tutti, che mediante diversi linguaggi narrativi e forme d'arte racconti un pezzo di storia del nostro Paese attraverso la voce dei territori. A partire dalla rete associativa e territoriale di Libera, sarà lanciata una call to action rivolta a tutte le organizzazioni che in questi anni hanno alimentato la rete dell’antimafia sociale, per raccogliere tutta la produzione formale e informale prodotta sul tema della lotta alle mafie e alla corruzione e sulla nascita del movimento antimafia. In seguito all'analisi e catalogazione del materiale documentale, sarà organizzato un percorso di formazione e progettazione partecipata aperto alla cittadinanza e in particolare ai giovani, per una lettura condivisa del materiale raccolto e per programmare insieme come renderlo strumento di memoria collettiva. I partecipanti, da destinatari di un percorso formativo, diventeranno protagonisti dell’organizzazione di un “viaggio di memoria” che, attraverso numerose tappe lungo tutto il Paese, consentirà di esporre parte del patrimonio documentale raccolto. In ogni regione, infatti, saranno organizzate una o più giornate di iniziative pubbliche in cui i linguaggi artistici e più aggregativi aiuteranno a comporre un programma eterogeneo, capace di interessare fasce diverse della popolazione, a partire dai giovani. Filo rosso del viaggio sarà una mostra itinerante che fungerà da elemento scatenante per l’attivazione di dibattito a partire da una lettura partecipata, e permetterà che le conoscenze raccolte possano trovare una disseminazione trasversale per far crescere il movimento antimafia e anticorruzione e costruire insieme nuove strategie d'azione. Il centro documentazione è finanziato dal Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali (Avviso 2/2020).

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