21 marzo // Scuole

Verso il 21 marzo 2026 a Torino: la proposta formativa

Appunti, proposte e percorsi per le scuole e le associazioni

Verso il 21 marzo 2026 a Torino: la proposta formativa

La Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie giunge alla sua trentunesima edizione. Un traguardo significativo, che testimonia l’impegno di una vasta rete di associazioni, scuole e realtà sociali, unite in un grande percorso di cambiamento dei territori, nel segno del "noi", nel segno di Libera.

Da alcuni anni, questa Giornata è riconosciuta ufficialmente dallo Stato italiano attraverso la legge n.20 dell'8 marzo 2017, che ne sancisce il valore civile e istituzionale.

Il 21 marzo rappresenta un momento di riflessione, approfondimento e incontro, in cui si intrecciano relazioni vive e testimonianze, soprattutto grazie alla presenza dei familiari delle vittime innocenti delle mafie.

È una giornata che segna allo stesso tempo un punto di arrivo e una ripartenza per il nostro agire. Al centro della riflessione collettiva c'è la figura della vittima come persona e il diritto fondamentale e primario alla verità. Un diritto che appartiene non solo alle vittime e ai loro familiari, ma all'intera società. La verità è infatti  un valore pubblico essenziale, indispensabile per uno Stato che voglia definirsi davvero democratico.

L’edizione 2026: Torino e il Piemonte.

L' edizione 2026 della Giornata si svolgerà a Torino, coinvolgendo l'intero territorio del Piemonte.  Una scelta che richiama un luogo centrale  nella nascita e nello sviluppo della rete associativa. È a Torino che, nel 1993, nasce il mensile Narcomafie (oggi lavialibera), promosso dal Gruppo Abele, con l’obiettivo di offrire uno strumento di conoscenza, analisi e informazione capace di far emergere le dinamiche mafiose e i traffici illeciti. Nello stesso anno, sempre da Torino, Gian Carlo Caselli parte per assumere l'incarico di Procuratore Capo a Palermo, all’indomani delle stragi mafiose, ruolo che ricoprirà fino al 1999.

Torino è una città segnata da una forte tradizione di impegno civile e sociale, culla di esperienze come il Gruppo Abele e Sermig, e teatro di figure e vicende che hanno inciso profondamente nella memoria collettiva, come l’assassinio del Procuratore Bruno Caccia. 

Accanto alla forte identità industriale, Torino e il Piemonte hanno sempre espresso una forte identità sociale, rappresentando un contesto vivo di partecipazione civica a tutela dei diritti. Qui affiondano le loro radici il  movimento sindacale, quello femminista e il movimento pacifista.

Oggi Torino attraversa una fase complessa, segnata da crisi sociali, disuguaglianze e vulnerabilità, ma continua a essere anche un laboratorio di innovazione, solidarietà e cultura. La Giornata 2026 intende riportare al centro queste energie, rileggere le trasformazioni del territorio e rilanciare un impegno collettivo capace di costruire un futuro più giusto, libero e condiviso. (Leggi di più nel documento introduttivo)

Come Prepararsi alla Giornata: appunti per le Scuole e le Associazioni

La proposta formativa si sviluppa in quattro aree tematiche, tutte incentrate sull’importanza del fare memoria e sul legame tra le storie delle vittime innocenti delle mafie, la difesa dei diritti delle persone e dei territori e la partecipazione civica.

Il percorso richiama lo slogan scelto, “Fame di verità e giustizia”, che collega la Giornata alla piattaforma politica del trentennale di Libera, lanciata nel maggio 2025. In questa declinazione, la parola “fame” diventa un desiderio collettivo di giustizia, verità e responsabilità condivisa, per contrastare le molteplici forme di privazione di diritti e di futuro che le mafie e le ingiustizie sociali continuano a produrre.

Quest’anno, in particolare, il percorso si rivolge non solo al mondo della scuola, ma anche alla rete interassociativa promossa da Libera, con l’obiettivo di realizzare attività capaci di generare una ricaduta concreta sui territori e sulle comunità che quotidianamente abitiamo.

Le classi o i gruppi partecipanti segnaleranno alla segreteria territoriale del 21 marzo l’area tematica di interesse; sulla base della scelta effettuata, riceveranno l’indicazione di una storia di una vittima innocente delle mafie collegata al tema selezionato. La storia assegnata diventerà uno strumento di approfondimento e rielaborazione critica, utile a sostenere il lavoro educativo di ragazze e ragazzi.

Strumenti e materiali

La proposta formativa è composta da brevi schede tematiche, pensate per introdurre gli argomenti affrontati, accompagnate da spunti di riflessione e proposte di attività da realizzare con studenti/esse e gruppi. A integrazione del percorso educativo sono previste linee guida per insegnanti e educatori/trici, utili alla conduzione dei laboratori. Le linee guida includono materiali di approfondimento e riferimenti bibliografici e rappresentano una traccia orientativa, aperta e flessibile, adattabile alle sensibilità, alle competenze e ai contesti di ciascun gruppo.

Il simbolo del 21 marzo 2026

In aggiunta o in alternativa all’elaborato finale, si propone di arrivare in piazza a Torino portando il simbolo scelto per il manifesto del 21 marzo 2026: la formica. 

Simbolo di operosità e comunità, la formica è un animale con due stomaci: nel primo conserva il cibo per sé, nel secondo accumula quello da portare al formicaio per distribuirlo alle altre. Non pensa al nutrimento come a qualcosa di esclusivamente individuale, ma come a una risorsa da condividere e mettere a servizio della comunità.

Le aree tematiche del percorso educativo

Le aree tematiche proposte sono:

Questi temi sono pensati per stimolare percorsi di riflessione capaci di abbracciare diverse sfaccettature della realtà. Le scuole di ogni ordine e grado potranno sviluppare progetti interdisciplinari e collettivi, integrandoli nei piani formativi già esistenti.

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