Beni Confiscati // Campi Estivi // Bene Italia

Uso sociale dei beni confiscati

Nel 1995 nasce Libera e lancia la prima campagna nazionale con una raccolta firme per un disegno di legge che potesse aggiungere un pezzo importante alla legge Rognoni – La Torre: il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie.

Il 7 marzo 1996 compare in Gazzetta ufficiale la legge 109, che rende finalmente la società civile protagonista della lotta alle mafie, attraverso la possibilità di riappropriarsi di spazi e crearne di nuovi. Libera non gestisce direttamente i beni confiscati alla criminalità organizzata, ma promuove interventi formativi e di progettazione partecipata utili a renderli risorse in grado di innescare processi di sviluppo locale e accrescere la coesione sociale. Per raggiungere questo importante obiettivo Libera ha dato vita a una rete per moltiplicare le occasioni di interazione tra soggetti pubblici (Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, Regioni, Nuclei di supporto presso le prefetture ed Enti locali destinatari dei beni) e organizzazioni del terzo settore (associazioni, cooperative sociali e consorzi di cooperative, fondazioni). I principali beneficiari delle attività progettuali sono le organizzazioni di volontariato o della cooperazione, che gestiscono o intendono gestire beni confiscati; i soggetti pubblici direttamente o indirettamente coinvolti nel processo di destinazione e assegnazione, i cittadini che possono attivare processi di monitoraggio civico e di progettazione partecipata. Il percorso di Libera in questi venticinque anni è stato portato avanti grazie alla collaborazione con i Carabinieri Forestali (già Corpo Forestale dello Stato), il Ministero dell’economia e delle finanze, il Dipartimento per le politiche di coesione, l’Agenzia per la coesione territoriale, la Conferenza Episcopale Italiana e il Progetto Policoro, la Fondazione con il Sud, l’Agenzia Cooperare con Libera Terra, Legacoop, Confcooperative, le associazioni imprenditoriali giovanili, Gruppo Unipol e Fondazione Unipolis. Nel 2016, con il sostegno della Fondazione Italiana Charlemagne onlus, Libera ha realizzato una ricerca sui soggetti che riutilizzano i beni confiscati, in occasione dei venti anni dalla legge 109 del 1996: BeneItalia. Economia, welfare, cultura, etica: la generazione di valori nell'uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Sono promosse le campagne Impresa bene comune, Scuola nazionale beni confiscati e Confiscati bene  2.0.

Approfondimento
Fattiperbene
approfondimento // Beni Confiscati

Fattiperbene

La fotografia del riutilizzo sociale dei beni confiscati in Italia in occasione dei 25 anni dall'approvazione della legge n.109 del 7 marzo 1996

Approfondimento
RimanDati, II edizione
Dossier // Beni Confiscati

RimanDati, II edizione

Libera presenta il Report nazionale sullo stato della trasparenza dei beni confiscati nelle amministrazioni locali

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Raccontiamo il Bene 2024
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Confiscati bene 2.0
Progetto
Giustizia // Beni Confiscati

Confiscati bene 2.0

L'attività di contrasto alle mafie deve colpire con priorità assoluta gli aspetti patrimoniali ed economici delle organizzazioni criminali, soprattutto con la confisca dei beni ed il loro riutilizzo per finalità sociali.

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