Approfondimenti

Bologna, Pilastro rider solidali contro la criminalità

Con 'Libera', la pizza arriva a casa con uno sconto del 10%: «Ma il fattorino si occupa anche di ascolto, socialità e relazioni»

Una figura che offra un servizio agevolato per chi ne ha più bisogno, ma che si occupi soprattutto di relazioni, socialità, umanità. Che rispecchi, in fin dei conti, proprio quella vera essenza che la periferia e il quartiere rappresentano. Al Pilastro arriva così il 'Rider di comunità', progetto nato dalla sinergia tra 'Libera', associazione impegnata nella lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, la Cooperativa sociale 'La Formica' e della pizzeria-etica Porta Pazienza, fondata dal vulcanico pizzaiolo anti mafia Michele Ammendola, morto improvvisamente l'anno scorso ad appena 46 anni.
«Ci siamo immaginati una figura che, insieme alla pizza, possa portare al Pilastro i discorsi sui temi che ci stanno a cuore - spiega Andrea Giagnorio, referente di Libera Bologna - e poi, passo dopo passo, entrare in relazione con le persone. La consegna è solo il primo passo di un processo di ascolto delle necessità e delle problematiche dei residenti».
Il rider di comunità consentirà così di ordinare a domicilio una pizza con uno sconto del 10 per cento. Ogni mercoledì le persone che vivono nel rione di Bologna potranno ordinare il cibo a domicilio dalla Pizzeria Porta Pazienza con un prezzo scontato del 10%: l’ordine verrà consegnato da Pietro, animatore di Libera Bologna. Ma non solo: l'obiettivo è infatti proprio quello di tessere, gradualmente, sempre più relazioni con la comunità pilastrina, mettendo in relazione le persone, ascoltando e aiutando i cittadini più fragili, mostrando in definitiva un altro lato del quartiere, spesso dipinto soltanto dai tragici fatti di cronaca.
«Portare la pizza in casa è una grande occasione di confronto - prosegue Giagnorio -, un primo passo per avvicinarci alle persone. E così, magari, portare in omaggio prodotti di Libera Terra, dialogare su temi e attività che stanno a cuore all'associazione e promuovere altre occasioni per rafforzare il senso di comunità tra i bolognesi. Ci sono già tante associazioni che portano avanti progetti sociali: non volevamo essere soltanto l'ennesima goccia nel mare».

Indossando i regolari panni del fattorino, Pietro - animatore di Libera - potrà così diventare un punto di riferimento e avviare un impegno di rete e connessione tra spazi e attività del quartiere, lavorando insieme all'organizzazione di eventi, alla strutturazione di relazioni virtuose, avanzando proposte culturali, laboratoriali o di consumo etico. «Non solo al Pilastro, ma, se andrà bene, in tutto il quartiere» aggiungono. Il progetto nasce a seguito del lavoro d'inchiesta fatto da Libera sulla cultura mafiosa diffusa al Pilastro: «L' ultimo blitz delle forze di polizia del 25 maggio che ha sgominato un’ampia rete di spaccio.- conclude Giagnorio - e ha coinvolto anche molti minorenni. Mentre le forze di polizia fanno il loro lavoro, noi vogliamo continuare a raccontare cosa avviene in città e dare un contributo».

Francesco Moroni- Il Resto del Carlino 8-06-2022

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