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I ragazzi di Amuný ripuliscono i simboli dell'anticamorra

źL' anno prossimo voglio andare anche a Palermo sulla lapide che ricorda Falcone e Borsellino. Voglio trasmettere questo esempio anche ai miei coetanei╗. Giuseppe (il nome Ŕ di fantasia) parla con entusiasmo dell' esperienza vissuta insieme ad altri ragazzi dell' area penale venuti a Napoli. A 17 anni ha alle spalle un vissuto difficile: un reato che sta scontando con una misura alternativa nell' ambito del progetto Amuný di Libera rivolto ai minori sottoposti a procedimento penale da parte dell' autoritÓ giudiziaria e impegnati in un percorso di riparazione. Ieri i ragazzi venuti da ogni parte d' Italia si sono rimboccati le maniche e hanno ripulito la stele della memoria che ricorda le vittime innocenti dei clan in via Cesario Console.

Il Progetto

In dialetto siciliano Amuný significa diamoci una mossa. źA Napoli diventa iamm ia - spiega Barbara Pucello, referente nazionale per la giustizia minorile di Libera - qui ci sono ragazzi sottoposti ad autoritÓ giudiziaria perchÚ hanno commesso reati, ma che svolgono la detenzione non in carcere, ma all' esterno in comunitÓ o in famiglia e svolgendo attivitÓ di volontariato. Sono arrivati a Napoli per un incontro a livello nazionale a Scampýa, dove rimarremo fino a domenica per confrontarci con le realtÓ associative del quartiere su temi come legalitÓ e anti-violenza╗.

Le Storie 

Salvatore, Riccardo, Guido, Alberto e Giuseppe (nomi di fantasia a tutela del loro status di minori) sono alcuni componenti del gruppo. Hanno tra i 16 e i 17 anni, non hanno completato gli studi e vengono da diverse cittÓ d' Italia: Genova, Torino, Milano e Napoli. CittÓ nelle quali esistono tanti quartieri dormitorio, spesso di periferia, come quelli in cui loro vivono. źAbbiamo commesso degli errori - dice Riccardo - ma abbiamo avuto una seconda opportunitÓ e vogliamo coglierla╗. Molti sono al primo reato e seguono un percorso con Libera all' interno di un progetto educativo pi¨ ampio che il Tribunale, insiemeagli assistenti sociali, prevede per ciascuno di loro. C' Ŕ chi spacciava o addirittura faceva uso delle sostanze stupefacenti che vendeva ai clienti, come Guido. Chi ha commesso scippi o rapine o ha dovuto scontare una pena per aggressione. Storie di un recente passato che vogliono gettarsi alle spalle, guardando a una nuova vita: źNon ci va di essere etichettati. Ora vogliamo essere da esempio per i nostri coetanei e far capire che la scelta della delinquenza e dell' illegalitÓ - afferma Alberto - non paga. Se siamo qui a pulire da fango, rifiuti ed erbacce una stele con i nomi di chi Ŕ stato ammazzato dai clan Ŕ giÓ una vittoria per noi╗.

Le reazioni

Tra i presenti all' iniziativa il presidente della Fondazione Polis don Tonino Palmese, alcuni familiari delle vittime della criminalitÓ come Bruno Vallefuoco e Antonio D' Amore, referente provinciale di Libera. źNonostante il degrado che circondava la stele - dice don Palmese - abbiamo bisogno di una memoria che sia riparativa. Speriamo che quella di quei morti possa guarire le coscienze di questi ragazzi, ma soprattutto quella terribile malattia che Ŕ l' indifferenza╗. Gli fa eco Vallefuoco: źGrazie a questi ragazzi si ridÓ dignitÓ a quel luogo. Ma che siano stati loro a farlo Ŕ una sconfitta per la cittÓ╗. Per Fabio Giuliani, referente regionale di Libera źera giÓ stato denunciato lo stato pietoso della stele intorno alla quale ci sono diverse responsabilitÓ, ma ci rimbocchiamo le maniche insieme a questi ragazzi che col loro gesto stanno educando noi cittadini╗. źLa stele rappresenta un patrimonio della cittÓ, perchÚ ricorda il sacrificio di tutte le vittime innocenti - aggiunge il parlamentare Paolo Siani - Ŕ significativo che i ragazzi dei campi estivi di Libera abbiano sentito l' esigenza di restituire al decoro quello spazio

05.09.2019 | Giuliana Covella | Il Mattino

Approfondimento
Progetto
Amuný
Giustizia minorile

Amuný

Oltre 1500 ragazze e ragazzi sottoposti all'AutoritÓ giudiziaria impegnati con Libera in un percorso di riparazione, una nuova rinascita nel segno della memoria e dell'impegno.

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