Bilancio Sociale // Fame di verità e giustizia

“Fame di verità e giustizia”: una mobilitazione per cambiare l’agenda

Nel 2025 la campagna nazionale di Libera ha riportato al centro del dibattito pubblico mafie, corruzione e diritti, coinvolgendo territori, giovani, scuole e reti internazionali.

Nel corso del 2025 la campagna “Fame di verità e giustizia”, promossa da Libera a trent’anni dalla nascita dell’associazione, ha rappresentato un percorso nazionale e internazionale di mobilitazione civile volto a riportare al centro del dibattito pubblico il contrasto alle mafie e alla corruzione, promuovendo al tempo stesso una riscrittura condivisa dell’agenda politica su questi temi.

La campagna ha attraversato numerose regioni italiane e contesti territoriali diversi – dalle piazze delle principali città ai beni confiscati, dai luoghi simbolici della memoria fino a contesti educativi e istituzionali- dando vita a “osterie simboliche” e tavole tematiche con 12 portate  legate alle principali criticità su cui si chiede attenzione 

Al centro dell’iniziativa vi sono alcuni temi prioritari dell’agenda di Libera, tra cui il riutilizzo sociale dei beni confiscati, il contrasto alla corruzione,la memoria delle vittime innocenti delle mafie,  la prevenzione del reclutamento criminale nei contesti di marginalità sociale e il rafforzamento degli strumenti normativi di contrasto alle mafie, insieme alle disuguaglianze sociali, alle condizioni del sistema penitenziario, alla libertà di informazione e alla tutela dei diritti.

Particolare rilievo ha assunto il coinvolgimento dei giovani, delle scuole e delle realtà associative locali, così come la partecipazione di familiari di vittime innocenti delle mafie, che hanno contribuito a rendere la memoria un elemento vivo e condiviso all’interno delle iniziative.

La mobilitazione  ha inoltre assunto una dimensione internazionale, con il coinvolgimento delle tre  reti internazionali Alas, Place e Chance evidenziando la natura globale dei fenomeni mafiosi e corruttivi e la necessità di una risposta comune basata su giustizia, diritti e trasparenza.

Nord Italia 


Nel Nord abbiamo attraversato piazze urbane e contesti istituzionali e civici, con azioni pubbliche, installazioni simboliche e momenti di confronto sui temi della corruzione, della libertà di informazione e del riutilizzo sociale dei beni confiscati.

Le principali tappe hanno coinvolto Piemonte (Torino), Lombardia (Milano), Veneto (Verona e Erbè), Emilia-Romagna (Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma), Valle d’Aosta (Aosta), Liguria. 

Centro Italia – spazi pubblici, memoria e cittadinanza attiva

Nel Centro Italia abbiamo intrecciato piazze, scuole, beni confiscati e luoghi istituzionali, rafforzando il dialogo tra cittadini, studenti e istituzioni.

Le attività hanno coinvolto Lazio (Roma), Toscana (Firenze e iniziative territoriali), Umbria (Bastia Umbra), Marche (Pesaro), Abruzzo (L’Aquila) e Basilicata (Matera), con particolare attenzione ai temi dei beni confiscati, della giustizia e della trasparenza.

Sud Italia – memoria viva, diritti e contrasto alle mafie

Nel Sud la campagna ha assunto una forte dimensione simbolica e territoriale, attraversando luoghi della memoria, beni confiscati, quartieri popolari e spazi educativi.

Le tappe hanno coinvolto Campania (Napoli, Aversa, Caserta, Sanità, Ponticelli, Sessa Aurunca), Calabria (Cosenza, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Lamezia Terme, Crotone), Sicilia (Palermo, Messina), con iniziative dedicate alla memoria delle vittime innocenti, ai beni confiscati e al contrasto alle mafie dei colletti bianchi.

Dimensione internazionale – una campagna oltre i confini

Le attività hanno toccato i tre continenti con azioni in Colombia, Messico ma anche nelle principali capitali europee e in Africa con iniziative e testimonianze che hanno rafforzato il legame tra diritti, giustizia e pace globale.

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