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Giustizia, appello delle associazioni: “Serve un confronto vero, no a sicurezza basata solo sulle pene”

Dopo il referendum, Acli, Anpi, Arci, Libera e Pax Christi lanciano un appello alle forze politiche

Non è il tempo della rimozione né della contrapposizione sterile, ma di un confronto reale e trasparente sul futuro della giustizia nel nostro Paese, che deve partire dai problemi concreti e dai bisogni delle persone. Ci preoccupano la diffusione della corruzione, la presenza pervasiva delle mafie, lo stato indecente delle nostre carceri dove quotidianamente operiamo, le crescenti diseguaglianze sociali che indeboliscono il tessuto democratico e rendono più fragili intere comunità.

La giustizia non può essere ridotta a terreno di scontro politico o a leva emergenziale: è un pilastro della democrazia e della coesione sociale.

Per questo riteniamo necessario un impegno concreto per rendere il sistema giudiziario più efficiente e giusto: più personale, più risorse, tempi certi dei processi, piena digitalizzazione, interventi strutturali sul sistema carcerario.

Allo stesso tempo, riteniamo profondamente sbagliata una concezione della sicurezza fondata sull'aumento delle pene e sull'estensione dei reati, che non affronta le cause profonde dell'insicurezza e rischia di comprimere diritti fondamentali, fino a colpire il dissenso e la partecipazione.

Non possiamo separare la questione della giustizia da quella della giustizia sociale.

Le diseguaglianze economiche, territoriali e generazionali che attraversano il Paese sono oggi uno dei principali fattori di ingiustizia e richiedono politiche pubbliche capaci di rimuovere gli ostacoli che limitano libertà ed eguaglianza, come previsto dalla nostra Costituzione.

In un contesto internazionale segnato dal ritorno della guerra e dalla messa in discussione del diritto internazionale, sentiamo ancora più forte la responsabilità di affermare una cultura della pace, della cooperazione e del rispetto dei diritti umani.

Alle forze politiche la richiesta di aprire un confronto vero, inclusivo e rispettoso, che coinvolga pienamente le forze sociali e la società civile organizzata, a partire dalle regole fondamentali della nostra convivenza democratica.