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San Giusto Canavese è una piccola località del Canavese, ai piedi delle Alpi. Il paese è noto anche per essere stato uno dei territori di insediamento della ’ndrangheta, che vi ha visto la presenza di figure storiche e di rilievo, tra cui N. Assisi e G. Fazari, ai quali sono stati confiscati diversi beni proprio nel comune. Al tempo stesso, San Giusto è una comunità viva e dinamica, caratterizzata da una forte socialità e da numerose iniziative locali dedicate alla cura del territorio e delle persone.
Attività formativa prevista:
Le attività formative previste coinvolgeranno le istituzioni locali e i formatori di Libera.Durante la settimana, si affronteranno i temi dela presenza delle mafie, delle memorie e dell’impegno civile. Un’attenzione particolare sarà dedicata al territorio, alle sue vicende e al riuso sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Uno specifico approfondimento riguarderà la storia di Marcella Di Levrano a cui è dedicata la villa.
Collaborazioni con altre realtà e visite a luoghi significativi
Il campo ruoterà attorno a due beni confiscati: Villa Marcella, sottratta a N. Assisi e oggi gestita dalla cooperativa Progest, e una seconda villa confiscata a G. Fazari, attualmente in gestione al Comune. È inoltre prevista una collaborazione con l’associazione Cirimela, realtà molto attiva a San Giusto, nonché con la Pro Loco e l’oratorio del paese.
Attività di impegno
Sono previste attività di cura dei due beni confiscati attraverso piccoli interventi di manutenzione e abbellimento. Accanto a queste, si svolgeranno iniziative di animazione del territorio, in collaborazione con i centri estivi, nonché un momento dedicato alla pulizia degli spazi pubblici (giardini, bordi strada e fossi). È inoltre prevista la collaborazione nell’organizzazione di un’iniziativa culturale e gastronomica a livello locale.
Storia del bene e della realtà ospitante
Villa Marcella è un bene confiscato dedicato a Marcella Di Levrano, giovane donna vittima di mafia, restituito alla collettività grazie alla legge 109/96. Il bene è stato confiscato nel 2011 a Nicola Assisi e liberato dai familiari nel marzo 2018. Poco dopo, la villa è stata colpita da un incendio doloso e da un tentativo, poi fallito, di farla esplodere. L’assegnazione per il riutilizzo sociale è stata affidata alla cooperativa Anteo, che gestisce progetti di accompagnamento rivolti a fasce deboli o emarginate della popolazione. Il progetto di riutilizzo prevede servizi residenziali per persone con disabilità al piano terra. Una seconda villa confiscata è invece stata recentemente affidata al Comune ed è oggi destinata a sede di associazioni locali.
Come arrivare
In treno: Rivarolo Canavese - poi navetta a cura dell'associazione
In aereo: Aeroporto Sandro Pertini - Caselle
In auto: Autostrada A5 - uscita San Giorgio Canavese
Orario di inizio campo: 15.00
Orario di fine campo: 11.00
Alloggio: l’alloggio sarà previsto in tenda o su brandine e il campo vedrà una partecipazione mista tra alcuni/e ragazzi/e che pernotterà nel bene confiscato, mentre un’altra parte del gruppo sarà composta da giovani/e del territorio. Il campo non è attrezzato per ospitare persone con disabilità.
Alimentazione: il menù proposto durante la settimana di campo sarà prevalentemente vegetariano, con attenzione alle diverse esigenze alimentari, incluse opzioni vegane e la gestione di eventuali allergie o intolleranze. Lo staff del campo definirà un menù il più possibile equilibrato, tenendo conto del fabbisogno nutrizionale giornaliero di ciascun partecipante.
Materiali obbligatori da portare: guanti da lavoro, pantaloni lunghi, scarpe chiuse, borraccia, sacco a pelo
Materiali consigliati da portare: quaderno e penna
Web e social della realtà:
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