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Manifesto per un'Etica della Responsabilità

Un'agenda contenente alcuni punti qualificanti per i programmi dei candidati, con richieste di impegni concreti e verificabili nelle Amministrazioni locali

Manifesto per un'Etica della Responsabilità

UNA POLITICA ETICA, TRASPARENTE, COMPETENTE E RESPONSABILE

PER PREVENIRE E CONTRASTARE LE MAFIE E LA CORRUZIONE

E PER COSTRUIRE UNA COMUNITA' BELLA, ACCOGLIENTE E SOLIDALE


In questa straordinaria fase storica in cui la crisi sanitaria mondiale ha aumentato la già esistente crisi sociale, economica ed umana, siamo tutti chiamati a fare la nostra parte per costruire una società che fonda le sue radici sulla cultura della Pace, dell’Accoglienza, della Bellezza e della Responsabilità Politica.

Le conseguenze della pandemia rischiano di produrre danni permanenti e strutturali se non sarà realizzato al più presto quel cambiamento di paradigma nella politica, nell'economia e nella finanza, già causa di una democrazia malata e dove i diritti delle persone sanciti dalla Costituzione sono violati e troppo spesso degradati a privilegi.

E’ ancora più urgente una Politica che include, che mette al centro della propria visione i minori ed i giovani, la natura e l’ambiente, il lavoro sicuro e dignitoso, la buona economia e la finanza solidale, la bellezza (estetica) e la responsabilità etica, per costruire un futuro rigenerante che tuteli e valorizzi i beni comuni e città vivibili e accoglienti.

Una Politica che non promette ma agisce con coerenza e richiede una forte e chiara rottura con le organizzazioni mafiose e criminali e con tutte le condotte corruttive, in un momento nel quale si avverte fortemente il rischio di una progressiva assuefazione e, quindi, normalizzazione del fenomeno mafioso e di tutte le complicità e collusioni che lo alimentano.

Una Politica che promuove percorsi intergenerazionali, di memoria condivisa, attraverso un’azione educativa e formativa costante, con maggiore sguardo rivolto alle periferie ed ai contesti marginali.

Per queste ragioni e visto l'approssimarsi dell'appuntamento elettorale in molti Comuni e nella Regione Calabria – in una fase cruciale di rilancio degli investimenti pubblici - con il manifesto “Per un'Etica della Responsabilità” proponiamo un'agenda contenente alcuni punti qualificanti per i programmi dei candidati, con richieste di impegni concreti e verificabili nelle Amministrazioni locali, attraverso la partecipazione ed il monitoraggio civico dei cittadini e delle reti sociali ed educative.

Vogliono essere un contributo a capire, riflettere e a fare, un primo passo per sostenere percorsi ed iniziative sociali e politiche sul territorio orientate alla diffusione di buone pratiche amministrative.

 

I diritti sociali, un welfare di comunità e l'inclusione sociale ed educativa

La pandemia ha allargato ulteriormente la crisi prodotta dall'aumento delle disuguaglianze e povertà e dall'assenza di politiche sociali efficaci ed ha accentuato la già grave dispersione scolastica, con un'ulteriore limitazione della socialità che si è profondamente modificata dalla pervasività di internet e dei social media. Abbiamo, pertanto, bisogno di un welfare di comunità capace di rigenerare i territori e ridurre le ingiustizie sociali e ambientali.

Per queste ragioni, chiediamo ai futuri amministratori politici un impegno concreto e verificabile per: (a) garantire la partecipazione ed il coinvolgimento attivo degli enti del terzo settore e delle reti sociali nell'esercizio delle proprie funzioni di co-programmazione e co-progettazione degli interventi e dei servizi nei settori di attività di interesse generale; (b) adottare e/o rafforzare con maggiori investimenti gli strumenti di sostegno al reddito che consentano il soddisfacimento dei bisogni primari e la piena accessibilità ai servizi basici essenziali; (c) sostenere le realtà sociali che promuovono pratiche di mutualismo sociale e di giustizia ecologica; (d) assicurare il diritto alla casa ed alla qualità dell'abitare; (e) la cancellazione dell'articolo 5 del decreto Lupi-Renzi; (f) attivare percorsi di inclusione giovanile, attraverso l'utilizzo e l'accessibilità agli spazi pubblici di aggregazione, sport, studio e attività in collegamento tra la scuola ed il territorio.

La trasparenza e la prevenzione della corruzione

Chiediamo ai futuri amministratori politici un impegno concreto e verificabile nella prevenzione della corruzione, affinché i piani anticorruzione degli enti locali diventino strumenti efficaci di trasparenza, responsabilità e buongoverno anziché un mero adempimento burocratico. In particolare, ai futuri amministratori chiediamo di: (a) assicurare una concreta e attiva consultazione pubblica delle principali realtà associative e dei portatori di interesse nella fase di aggiornamento dei piani anticorruzione; (b) condizionare la sottoscrizione di patti di integrità alla partecipazione alle procedure d’appalto; (c) assicurare trasparenza, partecipazione e pratiche di monitoraggio civico; (d) adottare e sottoscrivere pubblicamente un codice etico di condotta; (e) attivare percorsi di formazione e aggiornamento dei dipendenti pubblici sui temi dell’integrità e dell’etica pubblica; (f) applicare anche alle figure dirigenziali il dovere previsto dall’art.6 del codice di condotta dei dipendenti pubblici di comunicare la loro adesione ad associazioni, di carattere riservato o meno, i cui ambiti di interessi possano interferire con lo svolgimento dell'attività del loro ufficio.

Un Gioco responsabile

Chiediamo ai futuri amministratori politici di affrontare il problema delle dipendenze e del disagio sociale prodotti, specie nelle fasce più deboli della popolazione, dalla pratica patologica del gioco d’azzardo. In particolare, ai futuri amministratori chiediamo di: (a) aggiornare e tenere sotto controllo le statistiche sul numero di apparecchi, consumi e spesa nel territorio; (b) promuovere momenti di formazione e sensibilizzazione sul tema rivolti ai giovani e alla cittadinanza; (c) adottare regolamenti e ordinanze che vincolino in modo più rigoroso: l’individuazione dei luoghi sensibili; la determinazione delle distanze minime dai luoghi sensibili delle sale adibite al gioco d’azzardo; i limiti di orario di apertura delle sale adibite al gioco d’azzardo e dell’accensione degli apparecchi negli esercizi commerciali; i controlli sul rispetto delle regole.

Il riutilizzo sociale dei beni confiscati

Chiediamo ai futuri amministratori politici un impegno concreto e verificabile nella gestione e nell'assegnazione per finalità sociali dei beni confiscati ai mafiosi e ai corrotti.

In particolare, ai futuri amministratori chiediamo di: (a) attivarsi nella consultazione delle banche dati dell'Agenzia nazionale; (b) pubblicare l'elenco ed i dati dei beni confiscati trasferiti nel patrimonio indisponibile del Comune; (c) adottare un regolamento che disciplini le procedure di gestione diretta e/o di assegnazione dei beni confiscati ai soggetti del terzo settore, prevedendo adeguate forme di consultazione pubblica; (d) prevedere forme di progettazione partecipata con le realtà sociali e percorsi di memoria con l'intitolazione dei beni alle vittime innocenti delle mafie; (e) promuovere il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati all'interno dei piani e programmi di sviluppo sostenibile e coesione territoriali.

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