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Le parole del Papa in visita a Palermo

L'intervista di Luigi Ciotti su La Repubblica.

PALERMO «Il Papa l'ha detto in maniera chiara - ribadisce don Luigi Ciotti, il fondatore di Libera - "Pino Puglisi non viveva per farsi vedere, non viveva di appelli antimafia"».

Chi sta bacchettando, Papa Francesco?

«Nella Chiesa, come nella società, qualcuno ha svuotato una parola importante come legalità, trasformandola in un lasciapassare. Puntavano a una legalità malleabile e sostenibile».

Come andare avanti?

«Bisogna avere il coraggio di dire che la parola antimafia non basta più. E, allora, è necessario continuare a chiamare le cose col proprio nome, ma poi ci si deve impegnare concretamente per dare alla nostra gente libertà, dignità e cambiamento».

Le parole di Papa Francesco suonano anche come un invito a guardarsi dentro, per una possibile autocritica prima di pensare alla svolta. Un esempio: per molti, nella Chiesa, come nella società civile, è stato un punto di riferimento il leader di Confindustria Antonello Montante, oggi in carcere con l' accusa di aver manipolato il suo impegno antimafia. Come è stato possibile?

«Aveva un ruolo ufficiale all' interno dell'associazione degli industriali, proprio con la delega alla legalità. Molti di quelli che lo frequentavano erano dunque in buona fede. Altri, non so: andavano a cena con lui, prendevano soldi. Nel nostro cammino abbiamo scoperto diverse persone che hanno sbandierato certe parole poi risultate vuote».

Quale strada indica il Papa per un nuovo impegno contro le cosche?

«La mafia è radicale negazione del Vangelo, questo Francesco ha ribadito a Palermo. Parole importanti. Parole nuove che segnano un' azione concreta. E sono tanti i fermenti positivi all' interno delle nostre comunità. Il Papa ha poi voluto in Vaticano una commissione di studio che si occupi di mafia e corruzione, di cui faccio parte. Da questi segnali di attenzione e impegno dobbiamo ripartire. C' è un grande cambiamento in corso nella Chiesa italiana, ma la strada è ancora molto lunga».

La finta antimafia ha lasciato un po' di confusione in giro. In che modo la Chiesa prova a rilanciare la sua sfida pastorale?

«La parte giusta non è un luogo dove stare, ma un orizzonte da raggiungere. Senza paura. Un cammino segnato dall' incontro di Francesco con i mille familiari delle vittime di mafia. Fu un momento emozionante».

16 settembre 2018, La Repubblica, intervista di Salvo Palazzolo

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