Liberaidee // mafie e corruzione

Liberaidee

In viaggio contro mafie e corruzione

Liberaidee è un progetto ambizioso e articolato che ha come obiettivo quello di offrire una rilettura attuale e condivisa del fenomeno mafioso e corruttivo.

L'idea progettuale nasce dall'impegno profuso da Libera fin dalla sua nascita per mettere in rete le molteplici realtà impegnate a vari livelli per l'affermazione della legalità democratica. Oggi la rete comprende più di 1600 associazioni, scuole, università, piccoli gruppi, luoghi in cui ogni giorno si opera per affermare il valore della Repubblica, della cosa pubblica. Tuttavia, non sempre ci sono il tempo e gli strumenti utili ad analizzare i cambiamenti in corso. C’è sicuramente uno iato tra la lettura del territorio fatta da quanti operano in questi contesti e quella che deriva dalle operazioni di polizia e magistratura. L’obiettivo è di portare questo spazio a ridursi, a rendere utile una lettura per l'altra.

Liberaidee è percorso nazionale di ricerca sociale partecipata sulla presenza e percezione delle  mafie e della  corruzione condotto con un approccio innovativo, volto non solo a descrivere le azioni criminali, ma anche a indagare sulla percezione del fenomeno nei diversi contesti, mettendo insieme due visioni: quella percettiva diffusa e quella qualitativa di chi fa un lavoro da un punto di vista inquirente e di azione repressiva contro le mafie.

La mappatura

In una prima fase del percorso ha visto una mappatura territoriale di mafie e antimafia, della presenza di organizzazioni mafiose ed episodi di corruzione, ma anche di tutti gli ‘avamposti’ di dignità antimafia che ci sono nei nostri contesti. Presenza di clan, operazioni di polizia e magistratura, confisca di beni; associazioni, ricerche scientifiche, realtà universitarie, scuole attive. Ma anche tutte le realtà che usano linguaggi altri per stimolare la cittadinanza attiva, come gli artisti che grazie al teatro, alla musica, al cinema, aiutano a consolidare una cultura democratica e che possono farci arrivare a quanti non parteciperebbero a una conferenza o all’udienza di un processo.

La ricerca

A partire dal quadro composto dalla mappatura, si è articolata una traccia di ricerca sociale sulla presenza e sulla percezione delle mafie e della corruzione nel nostro paese somministrata in maniera partecipata sui territori. Una ricerca coordinata da un comitato scientifico di ricercatori e docenti universitari, (composto da Nando dalla Chiesa, Alessandra Dino, Ludovica Ioppolo, Monica Massari, Stefania Pellegrini, Marcello Ravveduto, Giuseppe Ricotta, Rocco Sciarrone, Alberto Vannucci) che si è articolata in due strumenti: un questionario, diffuso in maniera trasversale a diversi categorie di indagine (scuole, associazioni, cooperative, realtà di base, etc.), e un’intervista, somministrata ad alcuni referenti istituzionali.

Il viaggio

Un grande viaggio da nord a sud dell’Italia, partendo dalla conoscenza per scatenare la fantasia, la creatività, l’innovazione. Con un ricco bagaglio la ricerca sociale. Da conoscere, da diffondere, da analizzare. Ed è per questa ragione che la ricerca vedrà come modalità di diffusione un grande viaggio nazionale e internazionale, che porterà nelle piazze, nelle sedi delle istituzioni, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, i dati e l’analisi che ne deriva, per poter animare un dibattito pubblico che oggi va rivivificato. Un percorso di oltre 200 tappe in Italia e in Europa, che porterà i coordinamenti locali di Libera ad animare un dibattito locale che, a partire dai dati, ha l’obiettivo di riscrivere l’agenda dell’associazionismo in tema di mafie e corruzione, con una funzione di advocacy rispetto alle istituzioni competenti. Metaobiettivo è l’ampliamento della rete e l’assunzione di responsabilità di tanti più soggetti possibili in merito. Ogni tappa si concluderà con un fine settimana in cui i linguaggi artistici e più aggregativi aiuteranno a comporre un programma eterogeneo, capace di interessare fasce diverse della popolazione, a partire dai giovani, per rispondere alla loro esigenza di essere agenti attivi del cambiamento, ma anche perché oggi la condizione giovanile è un fatto di giustizia sociale, perché i giovani possono essere attori per un nuovo modello di sviluppo.

Un viaggio illuminato da alcune parole d’ordine, la prima è senz’altro creatività: spazio all’arte in tutte le sue forme, alla comunicazione che sappia stare sui social e sulla rete ma che non si limiti a questo. Usciremo in strada, nelle piazze e nei luoghi più significativi delle nostre città, per incrociare le persone in carne ed ossa, con i loro bisogni e i loro desideri, il che ci conduce alla seconda parola d’ordine: la relazione. Ci siamo detti tante volte che l’unità di misura dei rapporti umani è proprio la relazione, e se vogliamo ripensare il nostro modo di stare dentro i territori non possiamo che ripartire dalle relazioni, dai legami sociali, dal nostro essere comunità accogliente e viva. In questa direzione l’attenzione allo sport e al gioco, elementi capaci di stimolare aggregazione tra le persone. A 23 anni dalla sua nascita, questa rete di persone, associazioni, scuole, università, gruppi, cooperative, riparte dalle strade: quelle strade che presidiammo, molti anni fa, per chiedere alle persone di prendere posizione sottoscrivendo la raccolta firme che portò alla legge 109 del 96 sul riuso sociale dei beni confiscati, quelle strade che hanno continuato a insegnarci tanto, e che oggi hanno più che mai bisogno della nostra presenza. Uno dei lasciti più importanti della ricerca sta nell’averci segnalato, in una battuta, che c’è più bisogno di Libera.

Allora si parte! Idee in viaggio in Italia e non solo quindi: partiremo dalla Toscana il 22 ottobre e, dopo aver toccato tutte le regioni italiane, ci sposteremo fuori dai confini nazionali, in Francia, Belgio e Germania. Un cammino che avrà bisogno della partecipazione di tutte e tutti per costruire, ogni giorno di più, una comunità alternativa alle mafie e alla corruzione.

Approfondimento
Rapporto #Liberaidee
Liberaidee // mafie e corruzione

Rapporto #Liberaidee

La mafia? C'è solo al sud. Solo 8,5% pensa che sia un fenomeno nazionale. Presentata la ricerca sulla percezione e la presenza di mafie e corruzione.

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