Formazione // sport

Libera lo sport

Lo sport come una strada per crescere, con impegno e responsabilità.

Una strada per crescere: semplice, facilmente percorribile, a portata di tutti. Una strada che, se ben mantenuta e curata, può dare risultati certi sul fronte dell’educazione personale, e più in generale aiutare non poco allo sviluppo di un riconoscimento dell’altro, e quindi degli altri, che è la base della nascita di quel senso responsabile di cittadinanza per cui Libera si impegna da sempre.

Tra le infinite cose che lo sport insegna, e senza il bisogno di salire in cattedra, c’è il rispetto di se stessi e del proprio corpo, la scoperta di una disciplina che ti permetta di dare di più di quello che pensavi di poter dare, e questo non vale solo su una pista di corsa o un campo di calcetto o di basket. Ancora, c’è l’abitudine indispensabile al rispetto: sia di alcune regole sia di tutte le persone (compagni o avversari) che lo fanno con te. Lo sport, anche se individuale, prevede confronto, e quindi relazione, con gli altri. E una volta imparato a riconoscere gli altri, a misurarli e a misurarsi con loro, è più difficile lasciarsi andare a tutte le varie forme di negazione dell’altro, dal bullismo al razzismo.

I più giovani hanno bisogno di guida e di esempi. Avvicinarsi a loro, andare verso di loro cominciando a giocare insieme è un primo passo decisivo. Perché il gioco, che di ogni sport è la radice e la linfa, è un antidoto molto potente all’isolamento, al chiudersi in se stessi, e insieme una spinta ad andare verso gli altri, rispettandosi e rispettandoli. E se oggi conta solo vincere, e quindi guadagnare , e il proprio fisico non basta, ecco l’”aiutino”, la scorciatoia, il doping sempre più sofisticato e difficile da rintracciare. E’ un fenomeno, quello dell’alterazione dell’atleta e delle sue prestazioni, che ormai non riguarda più da tempo solo gli ambiti dei professionisti ma dilaga, come torrente che scende a valle senza dighe, tra i dilettanti, gli amatori, persino nelle gare per ragazzini. Libera si propone all'interno della rete associativa, di farsi appunto diga, contro una “non cultura” della vittoria a tutti i costi, figlia di scorciatoie e compressi che diventano terreno fertile per l’abitudine ad altre illegalità. In quelle tante scuole in cui siamo entrati, abbiamo portato il piacere del correre allegri, le magliette colorate, le medaglie di legno, ma anche percorsi di formazione con testimonial sportivi che hanno perso o vinto, o che sono ripartiti dopo una salita, consapevoli che la strada per crescere nello sport c’è davvero, è lì che ci aspetta.

Libera la natura

La forza e la resistenza di questo strumento l’abbiamo sperimentate direttamente in alcune esperienze piccole ma significative come “Libera la Natura”. Nata nel 2010 da un’idea comune di Libera e dell’allora Gruppo sportivo della Forestale (ora assorbita nell’Arma dei Carabinieri, che ha confermato l’impegno), “Libera la Natura” ha sperimentato per la prima volta tante cose: andare nelle scuole, organizzare con gli insegnanti e le varie classi un percorso che comprendesse formazione civica e gioco di squadra, attraverso attività sui valori dello sport sano, della legalità democratica, della sana alimentazione e della tutela ambientale. A completare ogni tappa, una corsa a staffetta tra gli studenti, quasi sempre su un bene confiscato alla criminalità organizzata rendendosi così protagonisti attivi del recupero di luoghi che sono tornati ad essere beni comuni, e utilizzando come testimone da passarsi l’un l’altro un pezzo di legno ricavato da uno dei barconi della disperazione approdati a Lampedusa. Più di diecimila ragazzi incontrati, 30 tappe in giro per l’Italia, da Lampedusa al Veneto.

Il progetto si pone l'obiettivo di diffondere uno sport basato sul rispetto dell'altro, delle regole e del proprio corpo, a partire da un'alimentazione corretta, per combattere e prevenire l'illegalità che condiziona anche il mondo sportivo. Gli alunni coinvolti in Libera la Natura incontrano gli operatori dell'associazione e gli atleti di diverse discipline sportive , per conoscere la loro storia sportiva, che prima di essere professione, è una testimonianza di adesione ai valori fondamentali di lealtà, rispetto del proprio corpo, impegno e sacrificio, per condividere l'idea che per tutti il primo traguardo è la competizione pulita. 

Un testimone speciale

Sono piccole staffette per far correre un messaggio di pace, di solidarietà e per i diritti di tutti. Staffette di gioia, di memoria e riflessione. Infatti gli studenti si passano tra le mani un testimone speciale: un pezzetto di legno che arriva da Lampedusa, ricavato da uno dei tanti barconi che su queste nostre coste approdano. Un testimone di legno che racconta naufragi e vite spezzate dalla povertà e dalla guerra, perchè mai come in questo momento il nostro Paese ha bisogno che tutti, tengano in mano il testimone dell'impegno e della responsabilità.

progetto
approfondimento
Approfondimento
play
Libera la Natura sbarca a Lampedusa
Libera la natura

Libera la Natura sbarca a Lampedusa

600 ragazzi e ragazze insieme per partecipare a piccole staffette e far correre un messaggio di pace, di solidarietà e per i diritti di tutti!

Iscriviti alla nostra newsletter

Rimani informato sulle nostre iniziative e campagne.

Ho letto l'informativa sulla Privacy e autorizzo Libera a processare i miei dati personali secondo il Decreto Legislativo 196/2003 e/o successive integrazioni o modifiche