Campo per gruppi a Polistena - Valle del Marro Libera Terra

  • Luogo: Polistena (RC) - Calabria
  • A chi è rivolto: gruppi organizzati
  • Quota di partecipazione: 115,00 euro/persona
  • Posti disponibili: 24
  • Tipologia alloggio: letto
  • Tipologia campo: Residenziale
  • Periodo: dal 4 luglio 2022 al 9 luglio 2022
  • Posti esauriti

Piana di Gioia Tauro

Tutte le esperienze, sia quelle residenziali che non residenziali, sono organizzate nel rispetto della vigente normativa Covid-19.

 

“Vorrei esprimermi con gli esempi. Gettare il mio corpo nella lotta.” Scegliamo le parole di Pier Paolo Pasolini per connotare l'obiettivo del campo, che è quello di creare nel partecipante uno “stato di attivazione culturale e psicologica” che lo metta nelle condizioni di impegnarsi personalmente, su problemi come le mafie, le disuguaglianze sociali, le violenze di genere. Il campo ha, pertanto, un impatto di tipo fisico, cognitivo, comportamentale, emotivo. Queste varie dimensioni rinviano alla natura contraddittoria del paesaggio e della storia della Piana di Gioia Tauro. Dagli impervi contrafforti dell'Aspromonte fino alla dolce costa del Mar Tirreno, tra ombrosi boschi di ulivi e soleggiate distese di agrumi, i partecipanti si muoveranno in un territorio, dove insiste il più alto numero di beni confiscati alla mafia e dove è nata la prima realtà calabrese del circuito Libera Terra, la Valle del Marro, che si occupa di agricoltura biologica su 100 ettari di terreni strappati dallo Stato ai boss mafiosi. 

L’area si conferma come “la capitale storica ed attuale della ‘ndrangheta”: una mafia arcaica e postmoderna allo stesso tempo, che dai sequestri di persona è passata al traffico di droga e all'estorsione, fino a compiere il salto imprenditoriale e avviare un business criminale internazionale. 

In questo contesto, la cooperativa Valle del Marro – Libera Terra opera per un cambiamento della mentalità attraverso il lavoro cooperativo, lo sviluppo sostenibile, i percorsi etici. E' inserita in un’ampia rete costruita da Libera nel corso degli anni: una rete che aggrega Istituzioni, Chiesa, Scuola, associazioni sindacali e di volontariato, familiari di vittime di mafia e giornalisti. Un universo che porta avanti la memoria e l’impegno di donne e uomini calabresi, che non hanno mai piegato la schiena di fronte alle ingiustizie e alle minacce della ‘ndrangheta.

 

Attività previste

L'esperienza proposta, della durata di 5 giorni, permette ai campisti di abitare dal di dentro una situazione sociale in evoluzione, e di far parte di quel movimento cooperativo che per sua natura produce valore per condividerlo. Il campo racconterà l'importanza della resilienza nella vita di tutti i giorni, educando alla capacità di affrontare in maniera positiva e creativa le problematiche di un territorio. I campisti costruiranno consapevolezza intorno a complessi problemi sociali e culturali come: mafia, corruzione, povertà, perdita della memoria collettiva, violenza di genere. Ascolteranno testimoni ed esperti (familiari di vittime di mafia, giornalisti e imprenditori sotto scorta, rappresentanti delle Forze dell'ordine, educatori, storici, sociologi) per addentrarsi, con intelligenza ed empatia, nelle questioni che ruotano attorno al condizionamento mafioso.  

Momenti, anche informali, di confronto con i giovani del posto, iniziative all'aperto e visite di luoghi significativi, amplificheranno la presenza del partecipante all'interno della comunità.

attività manuali previste

Le attività manuali sui beni confiscati, concretizzano la parte fisica dell'impegno per un modello economico alternativo a quello dello sfruttamento mafioso. Con azioni semplici, il partecipante potrà prendersi cura della terra confiscata, collaborando con gli operatori della cooperativa sociale a varie attività:

  • rimuovere pietre, realizzare siepi, risistemare recinzioni, tinteggiare cancelli, contribuendo così al miglioramento fondiario;  
  • eliminare erbe infestanti, piantumare alberelli, rimpiazzare le fallanze, favorendo il regolare sviluppo delle piantine e il raggiungimento della massima espressione vegetativa del campo. 
  • raccogliere i frutti che siano giunti al giusto grado di maturazione, selezionare i semi, partecipare alle prime fasi di lavorazione del prodotto agricolo.

In tal modo il partecipante lascerà un segno visibile, un’impronta sostenibile, del suo passaggio nella campagna, vivendo un’esperienza  che rimanda  al  radicamento  dell'uomo nelle  dinamiche  della  vita  naturale.

 

Informazioni utili

come arrivare

in treno:  Stazione di fermata Gioia Tauro o Rosarno. (https://www.trenitalia.com/it.html/) Si verifichi la combinazione degli orari del treno con le corse dei pullman di: Ferrovie della Calabria (http://www.ferroviedellacalabria.it/fdc/orari-autolinee/ vedere corse della linea Gioia Tauro- Cinquefrondi); ditta Lirosi Autoservizi https://lirosiautoserviziorari.com/) che collegano Gioia Tauro o Rosarno con Polistena. Si possono verificare limitazioni del servizio dei pullman nel periodo estivo.

in bus: irosi Autoservizi collegano la città con i principali centri calabresi  http://www.lirosilinee.com/portale/

In aereo: Aeroporto di Reggio Calabria. Dallo scalo aeroportuale ci si può recare alla Stazione Centrale delle Ferrovie dello Stato in autobus o taxi, e da lì scegliere se viaggiare in pullman con Lirosi Autoservizi fino a Polistena o in treno verso Gioia Tauro. Aeroporto di Lamezia Terme, dallo scalo aeroportuale ci si può recare in navetta o in taxi alla Stazione Centrale delle Ferrovie dello Stato, e da lì prendere il treno verso Gioia Tauro.

ospitalità: si dorme in camere con posto letto all'interno del bene confiscato.

alimentazione: l'alimentazione è prevista anche per celiaci, vegetariani o altre esigenze alimentari e di salute. La cucina è organizzata dai responsabili del campo con la collaborazione dei partecipanti.

materiali obbligatori da portare: Tuta da lavoro o salopette, Scarpa antinfortunistica, Occhiale da protezione e mascherina anti - polverem Guanti  in tessuto e in lattice, mascherine chirurgiche e mascherine FFP2, Zainetto, Cappellino a tesa larga, Occhiali da sole di protezione, borraccia, crema di protezione dai raggi solari, Scarpe da trekking, Lenzuola, federa e copri – materasso, biancheria da bagno,  prodotti per l’igiene personale, Documento d'identità e tessera sanitaria

materiali consigliati da portare: Penne, Quaderni, Strumenti musicali.

A scelta (anche più di uno): un libro sulle tematiche del campo; un piccolo oggetto fortemente evocativo del luogo di provenienza; la ricetta di un piatto tipico delle proprie tradizioni; una foto che ritrae un momento corale di lotta alle ingiustizie, accaduto nella propria città o regione; un gioco tradizionale delle proprie terre; un piccolo dizionario del proprio dialetto; un brano, storico letterario o musicale, che rappresenti l’anima della propria terra o della propria gente. Tali materiali serviranno per svolgere attività laboratoriali nel corso del campo.

 

Storia del bene confiscato

I terreni agricoli - dislocati nei Comuni di Taurianova, Gioia Tauro, Oppido Mamertina, Rosarno e San Procopio - sono stati sequestrati e confiscati, tra gli anni Ottanta e Novanta, ai gruppi mafiosi dei Piromalli, dei Molè, degli Alvaro e ad altre famiglie satelliti, ancora particolarmente attivi nella zona e su contesti internazionali. Dal punto di vista criminale, la terra ha rappresentato una primaria fonte di investimento per la ‘ndrangheta, garantendo l'accesso più o meno illecito agli aiuti e alle sovvenzioni agricole; ma ha rappresentato anche una “fonte di onore”, capace di accrescere il pernicioso prestigio sociale del gruppo mafioso, attraverso il controllo del mercato del lavoro.

A Polistena un palazzo di 6 piani, costruito negli anni ’80 e gestito fino agli anni '90 dalla cosca Versace come luogo di attività imprenditoriali e di spaccio di sostanze stupefacenti, si è trasformato, dopo la confisca nel 2010, in un Centro polifunzionale con attività socio-educative e servizi sanitari, intitolato alla memoria di padre Pino Puglisi.  Il recupero di questi beni alla legalità, la loro rinascita produttiva e rigenerativa, il loro essere simbolo di riscatto sociale ed economico, sono  un preciso e perentorio segnale di cambiamento e di rottura rispetto al passato, frutto della sinergia fra Stato e società civile.

www.valledelmarro.it

 

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