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Seduta straordinaria del Consiglio Comunale di Roma Capitale

Le proposte del nodo romano della Rete dei Numeri Pari:"Abbiamo bisogno di un'Agenda urbana, riterritorializzazione dei fondi e co-progettazione"

Oggi 24 febbraio il nodo romano della Rete dei Numeri Pari è stato invitato a intervenire durante la seduta straordinaria del Consiglio Comunale di Roma Capitale. All'ordine del giorno il dibattito sull'assetto e sui poteri della Capitale d'Italia e sulle risorse straordinarie da destinargli. Questioni politiche centrali da affrontare alla luce dell'approvazione del Piano di Ripresa e Resilienza che dovrà avvenire entro il mese di aprile.

In Aula Giulio Cesare, alla presenza della Sindaca Raggi, della Giunta, dei Consiglieri comunali e dei Parlamentari eletti a Roma, il Coordinatore nazionale della Rete – Giuseppe De Marzo – ha riportato la posizione e le proposte politiche costruite dalle 103 realtà del nodo romano della Rete, impegnate giornalmente nel contrasto alle povertà, alle disuguaglianze e alle mafie sui territori. Sono associazioni, comitati di quartiere, cooperative sociali, centri antiviolenza, sindacati, presidi antimafia, movimenti per il diritto all'abitare, case delle donne, parrocchie, scuole pubbliche, realtà impegnate in attività di mutualismo e nell'accoglienza, che si sono fatte carico del disagio sociale della città mettendo in campo attività di solidarietà, cooperazione e mutualismo per sostenere decine di migliaia di persone colpite prima dall'aumento delle disuguaglianze e poi dalla crisi pandemica. Molte di queste realtà vivono sulla loro pelle il peggioramento delle condizioni materiali ed esistenziali e proprio a partire da questa condivisione si sono unite e hanno costruito proposte politiche per la città.

Sulla base delle nostre esperienze – afferma De Marzo – crediamo fermamente che sarà fondamentale che le risorse del Next Generation EU siano spese in modo da garantire l'inclusione delle fasce più esposte dalla crisi e per realizzare interventi prioritari nelle aree periferiche della città. La transizione ecologica auspicata dal NGEU – continua De Marzo - non può avvenire senza una transizione culturale e senza la partecipazione dei soggetti sociali. Il metodo deve essere quello della co-programmazione come previsto dall’art.3 del Codice di Partenariato Europeo che richiede agli Stati di mobilitare non solo le forze produttive ma anche quelle sociali nella redazione dei progetti da presentare alla Commissione Europea. Abbiamo bisogno – conclude De Marzo - di definire un’Agenda Urbana per una città sostenibile che integri le risorse provenienti dalle diverse “missioni” del PNRR, così da garantire la riterritorializzazione dei fondi, consentendo un’integrazione e un coordinamento efficace.

Con questi obiettivi, le 103 realtà del nodo romano della Rete hanno avanzato proposte concrete per l'utilizzo e la gestione dei fondi del NGEU: la costituzione di un Osservatorio delle Disuguaglianze che faccia un monitoraggio e una mappatura delle condizioni di povertà e marginalità; stanziamento di fondi sui territori fragili della città al fine di sviluppare progetti locali di economia sociale che rispondano alle esigenze del territorio; creazione delle infrastrutture sociali per incentivare il mutualismo; garanzia del diritto alla casa, al reddito e alla salute come previsto dai Social Pillar europei; costituzione di un modello di governo partecipato tra amministrazione, parti sociali, terzo settore, società civile come avviene in diverse città europee attraverso la dotazione dello strumento del CLLD; rafforzamento delle capacità amministrative tramite il potenziamento dell’Ufficio Europa.

Le proposte del nodo romano della Rete saranno presentate e approfondite venerdì 26 febbraio, in occasione dell'iniziativa pubblica Next Generation EU. Pianificare oltre l'emergenza. Proposte per Roma Capitale che sarà trasmesso in diretta sui canali social e sul sito della Rete.


 

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