Campo per singoli a Milano - Pane Quotidiano

  • Luogo: Milano (MI) - Lombardia
  • A chi è rivolto: dai 18 anni in su
  • Quota di partecipazione: 15,00 euro/persona
  • Posti disponibili: 5
  • Tipologia alloggio: NON E' PREVISTO L'ALLOGGIO
  • Periodo: dal 15 luglio 2020 al 17 luglio 2020
  • Posti esauriti

Una mano a Milano – Pane Quotidiano


"Questo campo rientra tra le proposte estive di impegno del coordinamento di Libera Milano. Nei mesi di luglio e agosto saranno molteplici le esperienze di campo territoriale che, in contemporanea, si attiveranno sul territorio. Con UNA MANO A MILANO, Libera avvierà una stagione di impegno civile a sostegno della nostra comunità."
 

Nata a Milano nel 1898, Pane Quotidiano è un’organizzazione laica, apolitica, apartitica e senza scopo di lucro, che ha come obiettivo primario quello di assicurare ogni giorno, e gratuitamente, cibo alle fasce più povere della popolazione, distribuendo generi alimentari e beni di conforto a chiunque si presenti presso le proprie sedi e versi in stato di bisogno e vulnerabilità, senza alcun tipo di distinzione. Da più di un secolo Pane Quotidiano persegue la propria mission grazie al prezioso impegno dei volontari e alla generosità di aziende che la sostengono attraverso la donazione di generi alimentari. Perseguire la propria mission è sempre più difficile, in quanto negli ultimi anni in Italia la crisi economica ha colpito principalmente la classe media, creando una nuova categoria di poveri, che si è aggiunta a chi già versava in condizioni di indigenza: anziani soli (monoreddito); famiglie con figli a carico e problemi economici; disoccupati e cassintegrati; separati e divorziati. Questo ha contribuito a far crescere la fila delle persone e delle famiglie in difficoltà, che ogni mattina si presentano davanti alla sede dell’associazioni. Nonostante la crisi economica e l’aggravio della recente pandemia, Pane Quotidiano continua a rimanere fedele al proprio motto e a cercare nuovi volontari e nuove fonti di sostentamento, che l’aiutino a soddisfare le richieste giornaliere dei propri ospiti: “…Sorella, fratello, qui nessuno ti domanderà chi sei, né perché hai bisogno, né quali sono le tue opinioni…”. 

 

ATTIVITÀ PREVISTE

Le attività formative saranno realizzate presso Casa Chiaravalle, il bene confiscato più grande della Lombardia, distante circa dieci minuti dalla sede di Pane Quotidiano. 
Il boschetto di Casa Chiaravalle, circoscritto ad un’area delimitata di due ettari d’estensione, ospiterà diverse iniziative formative rivolte ai volontari dei campi di Libera. Si approfondiranno, attraverso modalità laboratoriali e di confronto guidato, i temi che incrociano la mission di Libera con quella di Casa Chiaravalle. In particolare, cenni storici sulla criminalità organizzata, il radicamento della mafia sul territorio milanese, il ruolo della memoria attiva come strumento di contrasto ai fenomeni criminali e focus specifici sul rapporto tra disuguaglianze, povertà e mafie.

 le attività mattutine si terranno a Pane Quotidiano (7.30 - 12.00). Il pranzo sarà al sacco e sarà a Casa Chiaravalle. Le attività formative saranno a Casa Chiaravalle fino alle 17.00. Libera organizzerà navette per lo spostamento da Pane Quotidiano a Casa Chiaravalle.

attività manuali previste:

Durante il campo verrà chiesto ai partecipanti di supportare lo staff di Pane Quotidiano nella gestione del magazzino e della distribuzione di generi alimentari di conforto a chiunque si presenti. La peculiarità dell’impegno di Pane Quotidiano è quella di non richiedere nessun documento o dichiarazione che attesti la condizione di povertà o di bisogno, ma di supportare chiunque abbia cerchi aiuto.  Per molti crescere è sinonimo di successo, per Pane Quotidiano no. Il vera mission dell’associazione, ed il loro più grande desiderio, è quella di vedere diminuire giorno per giorno la coda degli ospiti. La realtà invece dimostra il contrario, oggi sono sempre di più le persone che cercano aiuto per ricevere generi alimentari e beni di conforto. Basti pensare che gli ospiti giornalieri dell’Associazione sono passati dagli 80/100 di 30 anni fa a una media attuale di 3.000/3.500 persone al giorno.

INFORMAZIONI UTILI

Come arrivare:

tramite trasporto pubblico locale:Tram 9 (fermata via Bocconi) o 15 (fermata Giambologna)
Bus 90 (viale Toscana/via Castelbarco)
Metro gialla M3 (Lodi Tibb)

 

In auto: Mattina: viale Toscana, 28, Pomeriggio: via Sant’Arialdo, 69

Ospitalità: non è previsto l'alloggio. la struttura non è attrezzata per ospitare portatori di handicap.

Orari: le attività si svolgeranno dalle ore 7.30 alle ore 17.00

Alimentazione: i pasti sono a carico dei partecipanti presso Casa Chiaravalle

Materiali obbligatori da portare: D.P.I. (mascherine)

Materiali consigliati da portare: antizanzare, borraccia, cappellino.

 

STORIA DELLA REALTA' OSPITANTE


Casa Chiaravalle è il più grande bene confiscato della Lombardia, 1.600 metri quadri di strutture, contornate da un bosco e da 8 ettari di terreno. Il secondo bene per estensione confiscato al Nord, dopo il Castello di Miasino, in provincia di Novara. Fino al 2009, data del sequestro, apparteneva a Pasquale Molluso, ma solo nel luglio 2012 la Sezione autonoma Misure di prevenzione del Tribunale di Milano ne ha ordinato la confisca definitiva. Secondo il Giudice non c'era proporzione tra il reddito dichiarato e il suo tenore di vita. Pasquale Molluso, calabrese di origini, al Nord ha collezionato condanne per i reati più vari: furto di autotreni, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, messa in circolazione di banconote false e falsi titoli di Stato, prestito ad usura, e altri ancora, senza escludere il sospetto di frequentazioni di 'ndrangheta. Eppure, non è mai stato condannato per associazione a delinquere di tipo mafioso. La Cascina Chiaravalle è formata da due grandi strutture principali, entrambe con due piani e con le pareti esterne che erano dipinte di giallo, più due dependance. Nel 2016 è stato assegnato dal Comune di Milano alla rete denominata Passepartout, costituita da 5 cooperative sociali (Fuoriluoghi, Genera, La Cordata, Progetto Integrazione e Tuttinsieme), per realizzare un progetto di accoglienza diffusa.

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