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CLIC- Costruire Legami Inclusivi di Comunità

Al via il progetto per e con i giovani a partire dall'impegno concreto per i beni comuni, in particolare quelli confiscati alle mafie

Un percorso che vede il il coinvolgimento di migliaia di giovani - in particolare a rischio devianza/esclusione sociale- in campi di impegno e formazione sui beni confiscati alle mafie. Un viaggio di conoscenza e attivazione che consenta di rompere gli stereotipi di un Paese assopito e di valorizzare le positività di territori spesso inesplorati o raccontati solo dalla cronaca di fatti criminali. Si chiama CLIC- Costruire Legami Inclusivi di Comunità , il progetto con obiettivo di rafforzare gli strumenti della partecipazione e dell’inclusione giovanile a partire dall’impegno concreto per i beni comuni, in particolare quelli confiscati alle mafie.

Secondo la recente ricerca sociale “LiberaIdee”, condotta da Libera, solo il 38% degli intervistati ritiene che la mafia dove abita sia socialmente pericolosa. In pochi (33%) sanno collocare i beni confiscati sul proprio territorio, mentre il 45% dei giovani li crede venduti all’asta. Sono proprio i giovani ad evidenziare una maggiore disaffezione verso la cittadinanza attiva: più del 53% è distante dall’impegno politico. E ancora, se il 51% degli intervistati partecipa ad almeno un’associazione, è tra i più giovani che si riscontrano i dati inferiori, richiamando dunque la necessità ad azioni concrete che possano invertire questo andamento.

I giovani hanno bisogno di essere agenti attivi del cambiamento. CLIC mira a rispondere a quest’esigenza, offrendo a giovani, e in particolare a quelli a rischio di marginalità, la possibilità di conoscere realtà “altre” a partire dai beni confiscati alle mafie. CLIC risponde anche all'esigenza di supportare il lavoro delle realtà che gestiscono i beni, un lavoro pieno di ostacoli e difficoltà. Il sostegno dei giovani, morale e concreto a queste esperienze risulta fondamentale a trasformare l’uso sociale dei beni in un’esperienza “inclusiva”, collettiva e partecipata di antimafia sociale, che ben si oppone al potere “esclusivo” delle mafie: un passaggio necessario per rispondere al bisogno di crescita sociale, civile ed economica imprescindibile per ogni territorio che voglia affrancarsi dai clan.

Un percorso che prevede un formazione specifica con una particolare attenzione alla qualità dell’offerta in termini di contenuti e approfondimenti formativi e all' attenzione agli aspetti educativi e di accompagnamento dei giovani. La realizzazione di campi di formazione e impegno in 12 regioni alla termine dei quali si innescheranno le basi per un percorso di riattivazione sociale in cui i giovani diventeranno protagonisti della creazione di veri e propri incubatori di relazioni sui territori, attraverso momenti di confronto, approfondimento e azione nelle città di provenienza. Le sinergie attivate troveranno espressione nella realizzazione di CLIC-FEST, un evento conclusivo nazionale dedicato all’impegno civile, un’occasione per far conoscere, attraverso linguaggi e strumenti innovativi,il lavoro di quanti quotidianamente s’impegnano per la giustizia sociale e per rafforzare le reti tra soggetti che a diversi livelli si occupano di riutilizzo sociale dei beni confiscati e sviluppo sostenibile.

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