Campo per singoli a Torino

  • Luogo: Torino (TO) - Piemonte
  • A chi è rivolto: dai 18 ai 25 anni
  • Quota di partecipazione: 140,00 euro/persona
  • Posti disponibili: 14
  • Tipologia alloggio: posto letto
  • Campo tematico: Si
  • Periodo: dal 8 luglio 2019 al 14 luglio 2019
  • Posti esauriti

Performing Media Lab

Il Performing Media Lab è un bene confiscato dedicato a Mauro Rostagno, Peppino Impastato e Emilio Salgari, situato in Barriera di Milano, quartiere della periferia nord di Torino. Un tempo officina meccanica usata per attività di riciclaggio, oggi il Performing Media Lab si propone come officina di riflessione e di azione educativa, politica e sociale attraverso l’utilizzo dei nuovi linguaggi e dell’arte.

Proprio per far vivere appieno i presupposti che animano il progetto di riutilizzo, il campo ha come obiettivo la costruzione da parte dei partecipanti di un vero e proprio storytelling, una nuova narrazione di Barriera di Milano che racconti come in contesti periferici l’antimafia passi anche attraverso azioni e iniziative volte a costruire bellezza, coesione e inclusione sociale; la creatività come possibilità per creare condizioni riabilitanti per un territorio, in grado di attivare positivamente i suoi abitanti. L’informazione e la comunicazione hanno in questo un ruolo fondamentale, per gli aspetti che scelgono di portare alla luce o invece di denunciare, i soggetti a cui scelgono di dare voce, i messaggi che trasmettono. Rappresentano per questo un pilastro fondamentale del lavoro dell’antimafia, come dimostrano anche le personalità cui è dedicato il bene che sempre hanno visto la narrazione come uno dei principali ambiti in cui misurare il loro impegno sociale, e su questo aspetto proveranno i ragazzi a confrontarsi durante la settimana.

Il campo coniuga momenti formativi volti ad approfondire la presenza delle mafie in Piemonte e l’impegno di Libera e attività incentrate sulla scoperta di Barriera di Milano, come ad esempio l’organizzazione di un walkabout, esplorazione partecipata dove i partecipanti, dotati di una radio audio-ricevente, visitano luoghi simbolici e incontrano alcuni stakeholders dell’attivismo sociale e culturale del territorio, confrontandosi e discutendo insieme. Grazie all’approfondimento di questi elementi, e a incontri con esperti di videomaking, scrittura giornalistica e fotografia, a occasioni di confronto e riflessione sul concetto di perfoming media, e grazie all’accompagnamento dei tutor, i ragazzi potranno durante la settimana sperimentarsi nell’elaborazione di materiali informativi e comunicativi, nel campo del giornalismo, della fotografia e del videomaking, volti a raccontare il contesto e il territorio dove è situato il bene confiscato.

La settimana di campo offre quindi ai partecipanti occasioni di approfondimento e possibilità di acquisire competenze nel campo della comunicazione.

Barriera di Milano rappresenta una delle periferie del nostro paese e l’incontro con questa reatà potrà dare strumenti e chiavi di lettura per impegnarsi e conoscere altre periferie e metterne in atto il cambiamento e il racconto.

Il campo sarà inoltre realizzato con la media partnership del quotidiano La Stampa con momenti di formazione riconosciuti attraverso i crediti formativi per l’Ordine dei Giornalisti. Inoltre si terrà uno spettacolo teatrale aperto alla cittadinanza e un momento di restituzione pubblico degli elaborati del campo. Questo permetterà di accrescere nel territorio la consapevolezza del valore del riutilizzo dei beni confiscati e delle possibilità che questa opportunità crea, anche e soprattutto in territori di periferia.

 

Attività previste

Il campo abbinerà momenti di formazione volti ad approfondire Libera, i beni confiscati e la storia del Performing Media Lab, a uscite finalizzate a conoscere il contesto territoriale e le realtà attive nel campo dell’antimafia.

I partecipanti avranno inoltre la possibilità di acquisire competenze nel campo della comunicazione attraverso il contributo di esperti di videomaking, scrittura giornalistica e fotografia, e di mettere in pratica tali competenze occupandosi direttamente della ideazione e messa a punto di materiali informativi e comunicativi volti ad innovare la narrazione dell'antimafia a Torino. Un percorso che alternerà differenti modalità formative, dalle esplorazioni partecipate in forma di "walkabout" all'accompagnamento dei tutor nell'apprendimento delle tecniche e nella realizzazione degli elaborati, e soprattutto nel confronto con i temi e gli approfondimenti legati al lavoro sociale antimafia.

Barriera di Milano rappresenta una delle periferie del nostro paese e l’incontro con questa reatà potrà dare strumenti e chiavi di lettura per impegnarsi e conoscere altre periferie e metterne in atto il cambiamento e il racconto. Il campo sarà inoltre realizzato con la media partnership del quotidiano La Stampa con momenti di formazione riconosciuti attraverso i crediti formativi per l’Ordine dei Giornalisti. Inoltre si terrà uno spettacolo teatrale aperto alla cittadinanza e un momento di restituzione pubblico degli elaborati del campo. Questo permetterà di accrescere nel territorio la consapevolezza del valore del riutilizzo dei beni confiscati e delle possibilità che questa opportunità crea, anche e soprattutto in territori di periferia.

 

Attività manuali previste:

I ragazzi si occuperanno della manutenzione ordinaria del bene, realizzeranno workshop di elaborazione e produzione di prodotti comunicativi e informativi, cureranno l'allestimento degli spazi e dall’area circostante il PML in occasione dell’evento finale.

 

Informazioni utili

Come arrivare

In treno: Stazione Fs Porta Susa (poi autobus 57 o 49 - fermata Novara);  Stazione Fs Porta Nuova (poi autobus 18 - fermata Pacini)

In aereo: Aeroporto di Torino Caselle

In auto: via Leoncavallo, 27

 

Ospitalità: Si dorme presso Casa Acmos, sede dell'associazione, situata in via Leoncavallo 27, presso l'ex fabbrica Ceat.

 

Alimentazione: L’alimentazione è pensata per vegani e vegetariani, possibilità di cibi per celiaci ma non c'è forno/fornelli separato. La cucina è gestita dai responsabili del campo con l’aiuto dei partecipanti.

 

Materiali obbligatori da portare: Sacco a pelo, abbigliamento per lavori manuali, scarpe chiuse per lavorare, spray antizanzare, asciugamani.

 

Storia del bene confiscato

Il 23 giugno 1995 il Tribunale di Torino ordinò il sequestro preventivo del bene, perché ritenuto frutto dell’investimento dei proventi collegati ai reati di usura ed estorsione per cui il soggetto risultava essere indagato. Il 17 luglio 1996 il Tribunale di Torino ne dispose la confisca. Come emerse dal rogito notarile del 21.03.1994, l’unità immobiliare venne acquistata per un valore dichiarato di £ 131.000.000. Venne riscontrata una sproporzione fra il reddito dichiarato ed il valore dei beni confiscati. Se ne dispose pertanto la confisca. La confisca definitiva è datata 26.03.1998.

Il 6 ottobre 2005 il bene è stato destinato al Comune come centro per il tempo libero e la data di consegna è il 09.02.2006. A seguito dell’ordinanza che stabiliva la confisca della quota intestata al proposto datata 13.10.2006, il comune di Torino ha provveduto all’acquisto della quota del bene appartenente alla moglie, liberandolo così da ogni aggravio e rendendolo disponibile per il riutilizzo sociale cui è stato destinato dal direttore centrale del demanio del Ministero delle Finanze. L'11 febbraio 2008 il Comune di Torino ha consegnato il bene all’associazione Teatron e a sua volta all'Associazione Acmos. Attualmente il bene è sede di alcune delle attività di formazione e di animazione dell’associazione, in particolare del Calcio Sociale, e dell’attività di artigianato legata alla rilegatura di quaderni di ragazzi italiani e richiedenti asilo.

http://geobeni.liberapiemonte.it/

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