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Don Ciotti: rinascita fascismo e nazismo è rischio reale

Uno dei grandi pericoli di questi tempi che tocco con mano e' la neutralita', bisogna invece avere la forza di scegliere da che parte stare.

"In un Paese come il nostro oggi c'e' un'emorragia di umanita' e di memoria. Quando Mussolini prese il potere fece una campagna elettorale basata su queste parole: "Bisogna scavare sul risentimento della gente". Oggi trovo che si sta scavando sul sentimento della gente. Stanno riemergendo solitudini, fragilita' e paure. Il problema di questa deriva impressionante e inquietante e' il reale rischio di rinascita del fascismo e del nazismo". Lo ha dichiarato don Luigi Ciotti, presidente di Libera, Associazioni nomi e numeri contro le mafie, intervenendo al convegno "L' Apartheid giuridico. Riflessione a piu' voci sul decreto 'sicurezza e immigrazione'", che si e' svolto questo pomeriggio a Roma. "Uno dei grandi pericoli di questi tempi che tocco con mano - ha continuato - e' la neutralita', bisogna invece avere la forza di scegliere da che parte stare. Dobbiamo alzare la voce, quando in molti scelgono il silenzio. Oggi il grado di umanita' si sta abbassando in modo allarmante. C'e' una deriva razzista che viene politicamente legittimata. Il pericolo e' che tutto questo venga accettato e considerato normale, ma progressivamente portera' alla frantumazione dello stato di diritto. C'e' poi - ha sottolineato Don Ciotti - la vergogna dell'Europa che gioca a scarica barile sui migranti e che permette che alcune Nazioni costruiscano muri. In questa cornice e' importante dire che i migranti sono deportazioni indotte, quelle persone scappano dai conflitti, dalle guerre e dalla fame e l'Occidente ha delle responsabilita'. Un altro punto che mi sta veramente a cuore e' la fragilita'. Siamo fragili e saperlo ci rende piu' forti. Una societa' forte - ha concluso - accoglie e riconosce la fragilita', una societa' che si chiude, che innalza i muri che respinge e' una societa' che non riconosce la propria fragilita'. Viviamo quindi in una societa' debole che attacca le fragilita' degli altri per non riconoscere la propria". 

22.10.2018 | Agi

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