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Luigi Ciotti sulla morte in mare di madre e bambino

«Non ci sono parole, ma soprattutto non bastano più le parole. Chi si astiene oggi diventa complice.»

«Non ci sono parole, ma soprattutto non bastano più le parole. Come non basta la rabbia, l’indignazione, il disgusto. La notizia di due donne – una salva per miracolo – e di un bambino lasciati morire per il rifiuto di essere riportati nei lager libici, luoghi di umiliazione e di violenza, è il segno ulteriore di una barbarie alla quale bisogna opporre azioni concrete. Chi si astiene oggi diventa complice. La storia ci insegna che il male vince anche grazie al contributo degli indifferenti e delle nazioni che per bassi interessi di bottega hanno stretto patti con dittature o paesi senza governi stabili e riconosciuti. Impediamo che quella storia si ripeti. Mobilitiamoci e organizziamo il nostro “no” alla perdita di umanità, alla svendita della democrazia, al naufragio delle coscienze».

d. Luigi Ciotti, presidente Libera e Gruppo Abele

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