Approfondimenti

"Bologna crocevia dei traffici di droga"

Dossier a cura di Libera Bologna e Libera Informazione. Un lavoro di approfondimento e inchiesta su quello che accade sul territorio bolognese, un mercato ricchissimo, che richiama e attrae persone che vogliono consumare.

Una riga dopo l’altra, un lavoro quotidiano e costante di studio, approfondimento e inchiesta su quello che accade sul territorio. Bologna crocevia dei traffici, è sempre stato così e lo è anche per le droghe, che passano per il capoluogo emiliano con flussi continui. Cocaina, eroina, marijuana, droghe sintetiche, il mercato bolognese è un mercato ricchissimo, che richiama e attrae persone che vogliono consumare Un lavoro fondamentale perché, per combattere le mafie è necessario conoscerle, ma è necessario, ancora prima, conoscere dove si infiltrano e radicano, i luoghi e le modalità. E' stato presentato il dossier "R.I.G.A. , Bologna crocevia dei traffici di droga" a cura di Libera Bologna e Libera Informazione. Lo studio parte dagli interessi mafiosi per quanto riguarda i traffici delle droghe, traffici di cui si occupa soprattutto la ‘ndrangheta, ma anche la camorra e Cosa Nostra, coadiuvate dalle mafie straniere. Gruppi criminali che, almeno in questi territori, si mettono d’accordo e si spartiscono gli ambiti di interesse, per fare meno scalpore. E, infatti, gli arresti che coinvolgono Bologna non riguardano solo lo spaccio, ma anche traffici internazionali di droga, proveniente da tutte le parti del mondo. Bologna detiene il primato regionale in tema di sequestri di eroina (oltre 31 kg), di cocaina (circa 47 kg) e si conferma centro di smistamento, ma anche uno dei principali luoghi di consumo. Il primo dato che il dossier mette in evidenza è quello dei sequestri di stupefacenti in Emilia-Romagna, decuplicato rispetto all’anno prima: si è passati dai 1.502,38 chili del 2016 ai 15.334,09 del 2017 (nel 2014 erano stati sequestrati, complessivamente, 922 chili). Non c’è dubbio, tuttavia, che il mercato del narcotraffico nella regione sia sempre particolarmente allettante e la domanda di stupefacenti si mantenga costantemente alta. L’altro dato che emerge è la forte incidenza degli stranieri sul totale delle persone denunciate per spaccio e che è, in gran parte delle province, oltre la soglia del 50% per toccare il 79% a Bologna. Va, inoltre, registrata la nuova rotta marina che è stata tracciata dalla criminalità organizzata albanese e che, tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre scorsi, ha portato, in due distinte operazioni antidroga effettuate dai Carabinieri, al sequestro complessivo di oltre 5 tonnellate di marijuana trasportate su gommoni e scaricate lungo il litorale di Ferrara e di Ravenna. Insomma, la costa adriatica romagnola, dopo quella pugliese e marchigiana, sta diventando di particolare interesse anche per la mafia albanese. In questo contesto, l’Emilia Romagna è un importantissimo territorio di transito e Bologna da subito si rileva essere uno degli snodi fondamentali: gli arresti che coinvolgono Bologna non riguardano solo lo spaccio, ma anche traffici internazionali di droga, proveniente da tutte le parti del mondo.

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