Campo internazionale a San Sebastiano da Po'

  • Luogo: San Sebastiano da Po (TO) - Piemonte
  • A chi è rivolto: gruppo organizzato
  • Posti disponibili: 18
  • Tipologia alloggio: posto letto
  • Periodo: dal 8 marzo 2018 al 14 marzo 2018
  • Posti esauriti

Cascina Carla e Bruno Caccia

Il bene è stato dedicato alla memoria di Bruno Caccia e di sua moglie Carla: a Bruno poiché proprio dalla Cascina partì l'ordine di ucciderlo ed è quindi un simbolo della lotta alle mafie nel Nord Italia. La cascina sorge sulla sommità di una collina nella zona compresa tra basso Canavese ed alto Monferrato. Ad oggi il bene è gestito dall'Associazione ACMOS, che aderisce alla rete di Libera, e che si occupa di educazione alla cittadinanza attiva. La cascina è oggi uno spazio rivolto all’educazione alla legalità: teatro di percorsi educativi per migliaia di studenti, di ogni grado di istruzione, che animano le settimane dell'anno. Sul terreno infine, oltre ad uno spazio dedicato all’orto, al noccioleto ed è stato creato uno spazio per le api. Ormai sono cinquanta le famiglie che permettono di avere il primo prodotto a marchio Libera Terra del nord Italia: il miele.

Per maggiori info: sito e fb 

Attività previste

Si contribuisce alla manutenzione della cascina: pulizia del cortile, sradicamento rovi, imbiancare ambienti interni della cascina, gestione dell'orto e del noccioleto, raccolta nocciole (fine agosto). I partecipanti sono coinvolti nella preparazione dei pasti e nelle attività di pulizia ordinaria della casa. Ci sarà la testimonianza della storia del bene confiscato alla famiglia 'ndranghetista Belfiore, la formazione sui temi della legalità e della cittadinanza con la partecipazione di ospiti esperti (educatori di Acmos e Libera, giornalisti e testimoni di giustizia) e focus sul tema delle mafie al nord e delle recenti evoluzioni sul caso Bruno Caccia. E’ poi previsto per ciascun campo una gita volta a scoprire il territorio (Torino, Chivasso, Ivrea) incontrando presidi, associazioni attive in ambito sociale e educativo.

Attività manuali previste:

Manutenzione ordinaria della cascina (dipingere muri, dare impregnante agli infissi,...); Cura e manutenzione delle aree esterne (estirpare rovi dalle rive, fare fascine di legna da ardere, estirpare erbacce dal noccioleto); Raccolta frutta e prodotti dell'orto; Raccolta nocciole (fine agosto); Attività di riuso e recupero materiali di scarto, laboratori di artigianato con associazioni del territorio; partecipazione e gestione di eventi durante la settimana (servizio ai tavoli, accoglienza,...). Saranno possibili anche attività manuali sul territorio: recupero sentieri, manutenzione aree comunali.

Informazioni utili

Come arrivare

In treno: La stazione più vicina alla Cascina è la stazione di Chivasso. Nome stazione: Chivasso. Sarà disponibile una navetta dalla stazione dei treni di Chivasso, previa comunicazione dell'orario di arrivo.

In aereo: L’aeroporto più vicino è quello di Torino Caselle. Dall'aeroporto raggiungere la stazione ferroviaria di Chivasso.

In auto: Autostrada Torino-Milano: uscita Chivasso Est. Superare tre rotonde, seguendo l'indicazione per Asti. Dopo l'ultima rotonda, al semaforo, svoltare a destra per Casalborgone sulla SS458 (cartello marrone "Cascina Caccia"). Poco prima del cimitero di San Sebastiano girare a destra in direzione Frazione Villa (cartello marrone "Cascina Caccia"). Salire per 500m e svoltare a destra in Via Serra Alta (cartello in legno "Cascina Carla e Bruno Caccia").

Ospitalità: La sistemazione è prevista all'interno del bene confiscato in 4 camerate con letti a castello suddivise per uomo/donna. La struttura è attrezzata per l'ospitalità di persone che non hanno forti disabilità fisiche.

Alimentazione: L’alimentazione è pensata sia per celiaci e allergie varie che per vegetariani, previa comunicazione da parte del partecipante nella scheda di iscrizione. La cucina è gestita dai responsabili del campo.

Materiali obbligatori da portare: Abiti: pantaloni lunghi per lavorare fuori (si lavora nell'erba alta e nelle ortiche) e altri indumenti da poter rovinare (t-shirt, felpe...), scarpe chiuse da ginnastica da poter rovinare, guanti da lavoro, spray repellenti contro zanzare, asciugamani, sacco lenzuolo/lenzuola, federa.

Materiali consigliati: Borraccia, cappellino

Storia del bene confiscato

Cascina Bruno e Carla Caccia è un bene confiscato alle mafie a San Sebastiano da Po'. Il bene apparteneva alla famiglia 'ndranghetista dei Belfiore: Domenico Belfiore venne indicato da diversi collaboratori di giustizia – ritenuti attendibili dal Tribunale di Torino – come reggente di una vera e propria associazione di stampo mafioso con il controllo in tutta l’area metropolitana del traffico di stupefacenti, usura, sequestri di persona, gioco d’azzardo e scommesse. Domenico venne condannato all'ergastolo nel 1992 come il mandante dell'omicidio del Procuratore Capo di Torino Bruno Caccia, ucciso il 26 giugno 1983 a Torino. In seguito all'arresto le indagini patrimoniali portarono alla confisca dei beni di Belfiore; la confisca definitiva arrivò nel 1998, ma solo nel 2007 la famiglia Belfiore lascia la casa permettendone il riutilizzo sociale previsto dalla legge 109/96. In questo lasso di tempo la famiglia cercò di ostacolare la confisca con una doppia campagna di raccolta firme nel paese. L'Amministrazione Comunale coraggiosa di San Sebastiano da Po riuscì quindi ad assegnare il bene all'associazione Gruppo Abele e all'Associazione ACMOS nel 2007. L’immobile è composto da una Cascina, un fienile e da un ettaro di terreno circostante. La Cascina è disposta su tre piani, per una superficie complessiva di 850 mq. Il pianterreno e il primo piano sono oggi a disposizione dei gruppi, mentre la mansarda è l’abitazione dei residenti. La cantina ospita una mostra permanente dedicata alle vittime innocenti delle mafie.

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