Campo internazionale a Pignataro Maggiore

  • Luogo: Pignataro Maggiore (CE) - Campania
  • A chi è rivolto: gruppo organizzato
  • Quota di partecipazione: 140,00 euro/persona
  • Posti disponibili: 22
  • Tipologia alloggio: letto
  • Campo tematico: Si
  • Periodo: dal 30 maggio 2018 al 2 giugno 2018
  • Posti esauriti

Capolavoro

Da un territorio definito “la svizzera dei clan” ad un territorio che del riscatto sociale ne ha fatto la propria mission. Tra le colline dell’alto casertano la cooperativa Apeiron, affidataria di due beni un tempo di proprietà dei fratelli Nuvoletta e Abbate capimafia e referenti in Campania di Cosa Nostra, si occupa di riabilitazione psichiatrica, prima accoglienza migranti, percorsi di formazione al lavoro, misure alternative alla detenzione (tranne alla nostra), turismo responsabile, convinta che la lotta alle mafie passi necessariamente attraverso la difesa dei diritti e della dignità delle persone.

Perché scoprirci e sostenerci? Avrai la possibilità di conoscere e sperimentare tutte le attività della coop, lavorerai nel nostro vigneto, con vendemmia a settembre, nella serigrafia sociale, ascolterai testimonianze di familiari di vittime innocenti, le storie di migranti, il riutilizzo sociale dei beni confiscati, conoscerai le lotte fatte per ottenere i budget di salute mentale in Campania, scoprirai luoghi e ricchezze culturali che il territorio offre e sicuramente lascerai a noi il segno indelebile del tuo contribuito perché un bene confiscato è un bene di tutti.

 

ATTIVITÀ PREVISTE

Il partecipante avrà la possibilità di esperire con mano la ristrutturazione e la progettazione del bene confiscato non del tutto utilizzato. Tutto in sinergia con le realtà già attive del territorio e i giovani che ne fanno parte: si andrà alla scoperta di luoghi, volti e tradizioni; visiteranno un bene comune, situato a Caserta, completamente autogestito dai cittadini del quartiere mossi dalla voglia di dar un riscatto sociale al territorio; si svolgeranno giornate di incontro e cene con i familiari delle vittime innocenti della camorra; incontri con i presidi territoriale ed eventuali visite nei campi di E!state liberi della zona. I pomeriggi saranno, invece dedicati alla formazione, un momento molto importante per noi perché avremo modo di condividere e confrontarci su ciò che ci tocca di più e ciò che crediamo lontano da noi. Tutto sotto il segno della Giustizia, dell’Impegno e della Memoria.

Infine, verranno consegnate ogni settimana un paio di macchine fotografiche usa e getta ai volontari che lasceranno a fine campo agli organizzatori come testimonianza della loro esperienza nel nostro campo.

E dulcis in fundo conosceremo, scopriremo e ci divertiremo.

Attività manuali previste:

  • attività di piccola falegnameria
  • artistiche
  • giardinaggio
  • interventi di manutenzione del bene
  • volontariato sul territorio

 

INFORMAZIONI UTILI

Come arrivare:


In treno: Stazione di PIGNATARO MAGGIORE (da Napoli centrale, con direzione Cassino, ferma alla stazione di Pignataro Maggiore o anche dalla stazione di Caserta, sempre direzione Cassino, ferma a Pignataro)

In aereo: Aeroporto di Napoli Capodichino

In auto: Autostrada A1 - uscita Capua

Ospitalità:

Si dormirà all'interno del bene confiscato in camerate.

Alimentazione:
L’alimentazione è pensata sia per celiaci e allergie varie che per vegani e vegetariani. La cucina è gestita dai responsabili del campo che, eventualmente, potranno avvalersi dell’aiuto dei partecipanti.

 

Materiali obbligatori da portare: scarpe da ginnastica, pantalone lungo, coprimaterasso, lenzuolo, copricuscino, asciugamano o se si preferisce sacco a pelo.

Materiali consigliati: felpa, abbigliamento comodo, costume.


STORIA DEL BENE CONFISCATO

Due beni, il primo conosciuto come “Cento Moggia” è, lo dice la storia, il bene confiscato alla camorra più importante, si trova a Pignataro Maggiore, territorio definito dai media e dalle autorità antimafia “Svizzera della camorra”, un tempo fulcro vitale economico finanziario non solo della malavita organizzata locale ma anche per la mafia siciliana; si pensi che i collaboratori di giustizia hanno descritto località “Cento Moggia” come luogo di smistamento, traffico di armi e droga nonché per nascondere latitanti “mammasantissima” della mala palermitana al tempo contrapposta ai corleonesi di Totò Riina. Ad oggi, gruppo appartamento per disabilità psichiche e centro accoglienza, luogo di lavoro per il campo. Il secondo Villa Imposimato, risalente ad Antonio Abbate esecutore materiale dell’omicidio di Franco Imposimato, la prima vendetta trasversale di mafia non potendo raggiungere il fratello giudice che a quei tempi indagava sulla relazione mafia-banda della magliana. Sede di alloggio per il campo, attualmente una villa con piscina che ospiterà ente formativo e comunità alloggio per minori.

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