Campo per singoli a Quindici

  • Luogo: Quindici (AV) - Campania
  • A chi è rivolto: singoli
  • Quota di partecipazione: 140,00 euro/persona
  • Posti disponibili: 15
  • Tipologia alloggio: letti
  • Periodo: dal 18 giugno 2018 al 24 giugno 2018
  • Posti esauriti

Maglificio CentoQuindiciPassi

Il campo si svolge su un bene confiscato che si trova nel comune di Quindici, nel Vallo di Lauro. Il Vallo si compone di 7 comuni, siti per l’appunto in una vallata tra l’avellinese e il napoletano, circondata da campagne, per lo più terreni di nocciole. Il comune è piccolo e non si contano più di 2.000 abitanti, ma nonostante questo è estremamente interessante, sotto diversi punti di vista. D’altro canto, se cosi non fosse stato, non ci sarebbe oggi un bene confiscato e riutilizzato di cui raccontare. Il bene in questione, ex villa del Boss Graziano, è attualmente gestito da una cooperativa sociale che si chiama “oasi project”. Questa preesisteva al maglificio, giacchè gestiva e gestisce, nella città di Avellino, una bottega del commercio equo e solidale. La cooperativa, nel corso degli anni, ha vissuto innumerevoli cambiamenti. Oggi la presiede una giovane ragazzo, proveniente dalla formazione scout e che è stato, prima dell’attuale, il referente provinciale di Libera ad Avellino. Questa, che a molti potrebbe sembrare un’anomalia, è in realtà la rappresentazione plastica del lavoro sinergico e non facile, posto in essere dalla cooperative che gestiscono i beni confiscati e riutilizzati e Libera che ha il compito di promuovere e supportare tale operato. Il campo a Quindici ha la grande forza di mettere insieme i diversi punti che dovrebbero emergere da una esperienza di E!state Liberi. In primo luogo permette di conoscere Libera attraverso una delle principali attività che svolge durante l’anno; permette di conoscere i soggetti che ogni giorno ci mettono la faccia e gestiscono, in territori difficili, i beni confiscati e non da ultimo permette di mettere a fuoco uno spaccato storico e criminale, che appare legato solo ad un comune sconosciuto ai più, e che invece è intimamente lagato alle sorti nazionali del nostro paese. Il campo, inoltre, avendo una capacità tutto sommato ridotta, nel senso che non può ospitare grandi numeri, fa emergere un elemento di grande valore, ossia la relazione. Relazione tra i ragazzi che partecipano al campo e relazione con i formatori del campo, dando cosi vita ad un’esperienza umanamente rigenerante.  

Attività previste

Durante la settimana di campo, i ragazzi avranno modo di incontrare diversi attori dell’antimafia, non solo irpina. Infatti si prevedono testimonianze di esponenti della magistratura e delle forze dell’ordine, racconti di giornalisti che hanno vissuto gli anni della lunga faida camorristica, nonché testimonianze di familiari di vittime innocenti delle mafie. Saranno previste, inoltre, diverse visite guidate, che permetteranno ai ragazzi di conoscere meglio il territorio che li ospita. Già nel comune di Quindici, ormai da anni, la proloco accompagna i giovani campisti nella scoperta delle sue bellezze. Quindici è stato, nel 1998, vittima di una violenta alluvione, che ha portato via la gran parte del paese. La visita permette di osservare i segni di questo tragico evento, e consente di apprezzare i risalenti luoghi che si sono riusciti a salvare, come una piccolissima chiesa risalente all’anno 1000. Durante il campo è ancora prevista la visita guidata al Castello Lancellotti, sito a Lauro. Un Castello di una disarmante bellezza e maestosità che attrae, ogni anno, tantissimi visitatori campani. Inoltre, come sarà possibile scoprire, il Castello ha rappresentato l’occasione per tanti ragazzi, di associarsi ed impegnarsi per organizzare eventi e spettacoli culturali, ambientati al Castello (celeberrimo è “lumina in castro” che si svolge ad agosto). L’associazione che si occupa di questo è la prolauro, il cui presidente ( che i ragazzi conosceranno) è un punto di riferimento per tutti coloro che hanno scelto di fare antimafia nel Vallo di Lauro, giacchè è stato il primo a dare vita ad un movimento, sfociato in un lungo manifesto, di ribellione alla camorra, quando è stata ammazzata la prima persona innocente. Inoltre, va sottolineato, che il bene su cui si trova oggi il maglificio, non è l’unico ad essere stato confiscato. A pochi km dal maglificio vi è infatti un'altra villetta confiscata, che i ragazzi potranno vedere e a Pago, altro comune del Vallo, vi è la mastrodontica villa del Boss Biagio Cava, anch’essa confiscata.

Tra le attività manuali si prevede: ordinaria manutenzione del bene( pulizia di interni e esterni); laboratori di riutilizzo creativo (costruzione di tavoli, sedie, mensole e quanto altro col pallet), progettazione di un giardino dedicato alle vittime innocenti delle mafie; decorazione con pittura del grande muro di cemento armato.

Informazioni utili

come arrivare

in treno: arrivare alla stazione di Napoli centrale e prendere la circumvesiviana direzione Nola. A Nola i partecipanti verranno presi dai responsabili di campo. In alternativa, da Napoli centrale si può prendere un autobus della Sita diretto a Quindici. 

in aereo: dall’aereoporto di Capodichino arrivare a Napoli centrale. Esiste una navetta “Alibus” che effettua il trasporto e che passa con frequenza di 20 minuti.

in autobus: da Napoli centrale autobus della sita diretto a Quindici.  

in auto: qui le indicazioni

Ospitalità: I ragazzi saranno ospitati all'interno del bene confiscato, dove verranno organizzate le camere divise tra uomini e donne. 

Alimentazione: L’alimentazione è pensata sia per celiaci e allergie varie che per vegani e vegetariani. La cucina è gestita dai responsabili del campo che, eventualmente, potranno avvalersi dell’aiuto dei partecipanti.

Materiali da portare: Lenzuola/sacco a pelo, cuscino, asciugamani, accappatoio, il necessario per la doccia, una tazza da colazione, guanti da lavoro, vestiti vecchi, scarpe chiuse

Materiali consigliati: vestiti che si possono sporcare, spray anti-zanzare

Storia del bene confiscato

Il bene confiscato era la villa appartenente al boss dell’omonimo clan Adriano Graziano. Li ci viveva con sua moglie e i suoi figli. Il bene viene sequestrato nel 2005 e perviene solo nel 2009 a confisca definitiva. Nel 2011 con Decreto di assegnazione viene trasferito al comune. Libera entra in quel bene nel 2012, quando il bene era ancora una villa e non ancora un maglificio, e vi entra per dare avvio ai primi campi E!state Liberi. Nel frattempo, in una scuola di Avellino, l’istituto tecnico per geometri, un gruppo di ragazzi che stava partecipando ad un PON, sogna e progetta su quel bene un maglificio. Un progetto difficile certo, ma anche molto innovativo, visto che una piccola industria, al sud Italia, non era mai nata su un bene confiscato. Il progetto viene presentato a Fondazione con il Sud, riceve il finanziamento e il 21 ottobre 2015 viene inaugurato il Maglificio CentoQuindiciPassi.  

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