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Marionette contro l'azzardo e le mafie

Uno spettacolo di teatro di figura per i bambini della scuola primaria e secondaria promosso da Libera

Le marionette si schierano contro l’azzardo e la mafia. Sono i bambini di pezza creati dal maestro Mario Mirabassi, i protagonisti del delizioso spettacolo L’isola che non c’è... ora c’è, scritto dal maestro insieme all’attrice milanese Francesca Prete che ne è ideatrice e protagonista insieme all’attore Riccardo Toccacielo. Prodotto dal perugino Tfu, Teatro di Figura Umbro, di Mirabassi, lo spettacolo è una proposta nata in collaborazione e promossa da Libera. Ed è nato da una idea di Francesca Prete, attrice impegnata da anni con la sezione milanese dell’associazione contro le mafie diretta da don Luigi Ciotti. «L’idea era quella di parlare del tema della mafia con il linguaggio dei bambini, attenendosi alla vita reale di tutti i giorni, in modo che i piccoli possano identificarsi e per trasmettere loro valori in cui credere e da cui nasce la volontà di agire e reagire» ci spiega al termine dello spettacolo applaudito da 700 bambini a Cosenza nell’ambito della manifestazione “5 giorni di Musica contro le mafie” e ora in tournée. Ben 15 bellissime marionette alte 80 centimetri si muovono in una cornice scenografica composta da coloratissimi pop up, che appaiono per magia, ricreando i luoghi della storia. Una storia che potrebbe essere vissuta in una città qualsiasi della nostra Italia: quella di un gruppo di ragazzini e di uno spazio verde abbandonato, l’unico rimasto tra i palazzi, e per questo diventato il loro punto di incontro. Nelle relazioni dei ragazzi già si riconoscono i modelli sociali degli adulti. Ci sono i bulli, più grandi, prepotenti che dominano come Steven, Kevin e Carmine; e gli altri più piccoli: Ciccio, Elisa e Davidino; poi c’è un bambino, che si chiama Gianfelice che è il protagonista della storia. Nel prato i bambini vivono la propria quotidianità, i propri giochi, finché un giorno trovano una recinzione che impedisce loro di entrare. Qualcuno si è impossessato della loro isola felice per costruire un grande centro per giochi d’azzardo, che farà affari sulla pelle di tanti poveri disgraziati. Il proprietario è il padre di Kevin, il signor Ruboni noto boss locale, in combutta con l’Onorevole Losconi e il coinvolgimento del papà di Gianfelice, direttore della banca locale. I ragazzi, cercano di entrare per riprendersi il loro spazio, da qui la storia si sviluppa con l’entrata in campo dei genitori capeggiati dal signor Liberoni, rappresentante di Libera, e da Tonino che è carabiniere, che appoggiano l’azione dei bambini. Anche il banchiere, quando si accorge che gli affari andranno a discapito dei propri figli, non darà i finanziamenti al boss. I bambini abbattono la rete, così la città si riappropria di questo spazio verde, che poi viene assegnato a una associazione di genitori. Il bene trionfa: anche il figlio del boss, Kevin, capirà di avere sbagliato e verrà accolto dagli amichetti. Il parco, «che adesso c’è», si chiama “l’Isola della Pace”. Al termine, dopo tante risate e un tifo scatenato per i buoni, i piccoli spettatori fanno a gara a esprimere i loro commenti, guidati dai bravissimi attori Francesca e Riccardo. «Con questa storia vogliamo anche dar modo ai bambini di venire a conoscenza di realtà quali Libera o altre associazioni di pace e solidarietà – aggiunge Francesca –. E vuole essere un’esperienza da condividere fra grandi e piccini, che possa anche far riflettere gli adulti su come fare di più e tramandare tuti questi valori ai loro figli».

Avvenire 28 dicembre 2017 Angela Calvini

Libera propone un laboratorio destinato alla scuola primaria (in particolare alle classi quarte e quinte) che prende avvio dalla visione dello spettacolo di teatro di figura. Proprio attraverso la visione dello spettacolo i bambini potranno riflettere sul senso delle regole e sulla libertà, sulle proprie identità sul senso del gruppo, sulle modalità di relazione con i compagni, su come i diritti se diventano una richiesta collettiva possano essere più raggiungibili. Durante il laboratorio i bambini vengono coinvolti in un percorso di scoperta delle emozioni, sia a livello personale che di gruppo, al fine di lavorare sulla costruzione della propria identità, sia su questioni legate al rispetto dell’ambiente e alla condivisione delle regole per stare bene insieme.

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