Dai territori

Una petizione per il riconoscimento di Augusto Di Meo quale "vittima della criminalità organizzata"

Raccolta firme promossa dal Comitato don Peppe Diana, Libera e Amministrazione comunale di Casal di Principe.

Fu testimone oculare dell'omicidio di don Peppe Diana, il sacerdote ucciso dai Casalesi nella parrocchia di San Nicola di Bari a Casal di Principe il 19 marzo del 1994. Denunciò e fece condannare il killer Peppe Quadrano. Oltre 23 anni dopo, il fotografo Augusto Di Meo, nonostante la figura di don Peppe sia nel frattempo divenuta simbolo della lotta alla camorra più volte celebrata dallo Stato, non ha mai ottenuto il riconoscimento dello status di testimone di giustizia, né alcun indennizzo per i danni morali e materiali subiti. Paradossalmente è divenuto ufficiale al merito della Repubblica, un titolo solo onorifico. Per Augusto Di Meo parte così la petizione on line lanciata dal Comune di Casal di Principe, e dalle associazioni antimafia che sono sempre state vicine a Di Meo, ovvero il Comitato don Diana e Libera, che chiedono il riconoscimento del suo status di vittima della camorra.

La petizione

«Augusto Di Meo - è scritto nella petizione - a seguito della propria scelta di collaborare con lo Stato è divenuto vittima della mafia e dei suoi soprusi. È l'organizzazione criminale di Casal di Principe che lo ha obbligato all'allontanamento dalla sua terra determinando ingenti danni sia di natura fisica sia di natura economica. Una situazione perduratasi nel tempo che gli ha causato disagi di ogni tipo, finanche di salute. È per tali ragioni che come Comitato don Peppe Diana e coordinamento provinciale di Libera Caserta, unitamente a tutta la rete di realtà associative e cooperativistiche, e all'amministrazione comunale di Casal di Principe, riteniamo di dover formalmente chiedere che Augusto Di Meo venga riconosciuto vittima della criminalità organizzata ai sensi della legge 302/1990. Un riconoscimento che rappresenta una battaglia di civiltà ed un legittimo beneficio di legge per tutto quanto è stato patito da chi non si voltò dall'altra parte ma decise di aiutare la giustizia».

«L'esempio di Di Meo è di insegnamento per tanti giovani di Italia che in lui vedono un modello di umanità. Ai tanti che lo hanno incontrato, ai tanti che conoscono la storia di don Peppe Diana e del suo amico Augusto Di Meo, ai tanti che hanno vissuto le Terre di don Peppe Diana, chiediamo di unirsi alla nostra richiesta e di firmare la nostra petizione».

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