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In Guatemala per costruire percorsi di giustizia sociale

Dal 4 al 10 dicembre 2019 si terrà in Guatemala la terza Assemblea Generale di ALAS – América Latina Alternativa Social, la rete latinoamericana promossa da Libera.

Dal 4 al 10 dicembre 2019 si terrà in Guatemala la terza Assemblea Generale di ALAS – América Latina Alternativa Social, la rete latinoamericana promossa da Libera, alla quale aderiscono oltre 60 organizzazioni di 12 paesi del continente. ALAS si costituisce come rete informale nel 2015 per iniziativa di Libera, che fin dall’inizio degli anni 2000 ha costruito relazioni di collaborazione con varie realtà dell’America Latina, un continente nel quale a causa della povertà diffusa e della mancanza strutturale di opportunità economiche, la criminalità organizzata trova terreno fertile per poter prosperare e rafforzarsi, danneggiando soprattutto le fasce sociali più vulnerabili. Sebbene infatti in America Latina viva “soltanto” l’8% della popolazione mondiale, circa il 30% degli omicidi a livello mondiale sono commessi in questo continente. In vari paesi inoltre si registrano gravissime e sistematiche violazioni dei diritti umani, come le esecuzioni extragiudiziali e le sparizioni  forzate (desapariciones forzadas). Tale violenza è frutto di quella che alcuni studiosi chiamano “riconfigurazione cooptata dello Stato”, della sostituzione cioè dello Stato di diritto, con veri e propri sistemi mafiosi, fondati su solide alleanze politico economiche, alti livelli di impunità e il dilagante ricorso alla corruzione. Ecco allora che per contrastare un crimine che non è più solo organizzato ma globalizzato, favorito dai meccanismi opachi e dalle zone grigie del “libero mercato”, è fondamentale che la società civile diventi sempre di più parte della soluzione, assumendo, anche a livello internazionale, la propria quota di corresponsabilità. ALAS è una piattaforma trasversale sui temi della prevenzione e contrasto ai sistemi mafiosi, nella quale si lavora in rete per condividere informazioni, capacità ed esperienze; per dare voce e visibilità all’antimafia sociale e sostenere l’operato delle organizzazioni aderenti attraverso campagne di informazione e pressione istituzionale.

Perchè in Guatemala

La scelta del Guatemala non è casuale, come non lo sono state le location delle due assemblee precedenti: il Messico e la Colombia. Come tutta la regione dell’America Centrale, Il Guatemala è segnato da alti indici di violenza, con forte incidenza nella popolazione giovanile e, attualmente, sta vivendo un momento di grande complessità legato alle elezioni presidenziali che hanno visto la vittoria di Alejandro Giammattei, espressione del così detto pacto de los corruptos, il patto politico economico, fondato sulla corruzione e l’impunità, che si è coalizzato attorno alla figura del Presidente della Repubblica uscente Jimmy Morales. In questo clima repressivo, la società civile e le istituzioni indipendenti sono totalmente schiacciate dai gruppi criminali e dai settori corrotti dello Stato. La libertà d’espressione è pressoché inesistente, tutti i media nazionali sono in mano al gruppo di pressione egemone (pacto de los corruptos), che congiuntamente cerca di indebolire le poche istituzioni ancora impegnate nella salvaguardia dello Stato di Diritto, come la Corte Costituzionale. Per tali ragioni abbiamo ritenuto opportuno che la terza Assemblea di ALAS si svolga in Guatemala, dando così voce e sostegno alle realtà della società civile che, in questo paese, lavorano per promuovere percorsi di giustizia sociale, come alternativa alla corruzione e alla violenza criminale e mafiosa. L’assemblea sarà importante per far sentire a queste realtà che non sono sole, che fanno parte di una grande rete internazionale, all’interno della quale hanno l’opportunità di sviluppare progetti e di costruire utili collaborazioni.

Progetto
ALAS - America Latina Alternativa  Social
News // Internazionale

ALAS - America Latina Alternativa Social

Grazie alla prima assemblea ALAS (Città del Messico, maggio 2015) si sono poste le basi di un cammino comune attraverso la costruzione di una Declaracion Común e sette tavoli di lavoro condivisi.

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