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Al via Scuola Common 2019

Temi e relatori della quattro giorni per comunità monitoranti.

Tutto pronto per la Scuola Common 2019, organizzata da Gruppo Abele, Libera e Master APC , che si terrà presso l’Oasi di Cavoretto(To) dal 18 al 21 settembre.

A quattro anni dalla prima edizione, la Scuola torna alla sua funzione originaria: non dare nulla per scontato. Torniamo cioè a ridiscutere, insieme, ciò che è a fondamento di ogni azione di vigilanza dal basso.
In quell’insieme rientrano 80 partecipanti espressione delle diverse esperienze territoriali di Libera che vanno cimentandosi nel monitoraggio civico dei beni confiscati (grazie al progetto Confiscati bene), della Pubblica amministrazione, degli appalti; gli Amici di A scuola di Opencoesione, o meglio le 5 associazioni che si sono contraddistinte, venendo premiate dal progetto, nello scenario italiano per supporto all’iniziativa di educazione al monitoraggio; gli studenti del Master APC per i quali la scuola è a tutti gli effetti modulo professionalizzante; gruppi di sperimentatori che a diverso titolo sono interessati a replicare forme di vigilanza dal basso.
Una platea eterogenea che proverà a ragionare su 5 punti #nonperscontato, seguendo un programma che alterna momenti di confronto teorico a fasi di sperimentazione e laboratori.

Non dare per scontato che per vigilare occorre vigilarsi
La scuola sarà aperta da Angela la Gioia, psicologa e psicoterapeuta con esperienza in consulenza organizzativa, referente per il Gruppo Abele dell’Università della Strada. Se la corruzione è “abuso di potere delegato per fini privati”, capiremo come l’etica di cui abbiamo bisogno passa per la consapevolezza che corrompibili (e non corruttibili) lo siamo tutti, e che necessitiamo di interpellare noi stessi con le giuste domande in merito alla gestione di quel potere che gli altri ci delegano. Un successivo laboratorio ci guiderà a percepire il funzionamento del potere delegato, a fare buon uso di quello che ci viene affidato e a vigilare quello che affidiamo ad altri.

Non dare per scontato il sostantivo comunità
La mattina del secondo giorno, 19 settembre, Con Kristian Caiazza, esperto formatore del Gruppo Abele, e Ennio Ripamonti, della rete Metodi e tra i massimi esperti sul tema, ragioneremo sul come le comunità non si sviluppano da sé: hanno bisogno di cura delle relazioni, di incoraggiamento nel perseguimento dell’obiettivo, di gestione delle leadership e dei fisiologici conflitti, di valorizzazione delle esperienze, che siano vittorie o sconfitte. 

Non dare per scontato l’aggettivo monitoranti
Tutto il pomeriggio del 19 servirà a percorrere diverse metodologie di monitoraggio fondate sulla normativa di prevenzione della corruzione: dalla bussola common (nelle sue diverse versioni) ai canvas di A scuola di Opencoesione. Lo faremo con Tatiana Giannone del settore Beni confiscati di Libera; Rosaria Anghelone e Leonardo Ferrante dello staff Common; Ilara di Leva, Maria Cristina di Luca e Cinzia Roma dello staff di Asoc. I seguenti laboratori ci aiuteranno a elaborare reali strategie di vigilanza: dei beni confiscati (con Libera), delle politiche di coesione (con Asoc), dell’azione della Pubblica amministrazione (con lo staff del progetto Common). 

Non dare per scontato l’idea di bene comune
La mattina del 20 settembre, Michele Gagliardo, referente del settore Formazione di Libera, ci aiuterà a maturare un’idea concreta di bene comune, oggetto del monitoraggio civico, nelle sue diverse forme, fondendo visione economica, oggetto delle riflessoni del prof. Michele Mosca dell’Università di Napoli, e prospettiva giuridica con il prof. Rocco Albanese, dell’Università di Torino. 

Non dare per scontato l’orizzonte di riferimento in cui ci collochiamo, che è quello della partecipazione, della prevenzione civica della corruzione e dell’Open government
Il pomeriggio del terzo giorno, 20 settembre, e la mattina dell’ultimo, 21 settembre, ci aiuteranno a comprendere in che modo, anche su scala internazionale, le comunità monitoranti rispondano a più famiglie: le iniziative civiche di prevenzione della corruzione, il modello dell’open government e della monitory democracy, il vasto mondo della partecipazione e della cittadinanza attiva.
Lo faremo con la prof.ssa Alice Mattoni dell’Università di Bologna, il prof. Alberto Vannucci direttore del Master APC, la prof.ssa Nicoletta Parisi commissaria dell’Autorità nazionale anticorruzione Anac, Roberto Montà presidente di Avviso Pubblico, il prof Michele Sorice della Luiss, Ernesto Belisario del Dipartimento della Funzione Pubblica, Simona de Luca del Dipartimento delle Politiche di Coesione, Marcella Militello della rete Chance promossa da Libera international e Elisa Orlando dello staff del progetto Common.
L’ultimo laboratorio, coerentemente al modulo, servirà a riscrivere i punti anticorruzione dell’obiettivo 16 dell’Agenda 2030. L’obiettivo della simulazione non è (soltanto) rifondare dal basso questi impegni, quanto redigere una sorta di carta dell’impegno che orienterà l’azione delle comunità monitoranti per i prossimi due anni. 

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