Approfondimenti

Quattro domande a Luigi Ciotti sulla mafia foggiana

"Il più grande errore è stato sottovalutare i clan".

Quanta strada c' è ancora da fare nel Foggiano e nel Gargano per creare un fronte forte contro la quarta mafia?

«La strada è ancora lunga e impervia. Ma i traguardi sono a portata d' impegno, a patto che l' impegno continui a essere caratterizzato dai suoi ingredienti fondamentali: continuità, condivisione, corresponsabilità. È necessario un impegno corale e su più livelli: repressivo, sociale, educativo».

Quanto e perché è un' emergenza la mafia del Gargano?

«È un' emergenza perché nelle sue varianti - garganica, foggiana, cerignolese - è una mafia caratterizzata da un' estrema violenza e da strutture insieme chiuse e compatte. È anche vero, però, che sul piano del contrasto il grande impegno di magistratura e forze di polizia sta producendo risultati rilevanti».

Trecento morti in 10 anni solo nel Gargano, l' 80% degli omicidi è rimasto irrisolto. E' cosi impenetrabile la cortina attorno a questa criminalità organizzata?

«Lo è certo meno che in passato, perché cresce il numero delle persone che prendono coscienza del male. Certo restano forme di omertà, indifferenza, viltà, silenzio, persiste quella "mafiosità" che non solo nel Gargano ma nel resto d' Italia è il più fido alleato delle mafie».

È stata a lungo sottovalutata?

«È stata sottovalutata e anche equivocata. Basti pensare che ai suoi albori, alle fine degli Anni 70, la mafia garganica venne scambiata per una faida pastorale. Poi gran peso ha avuto la capacità dei gruppi criminali d' infiltrarsi e radicarsi nel tessuto socioeconomico. Certi magistrati hanno parlato di "estorsione ambientale" per definire l' atteggiamento di quegli imprenditori che hanno scelto di pagare il pizzo prima ancora che gli fosse espressamente richiesto». g. leg

di Giuseppe Legato 10I08I2019 La Stampa

Iscriviti alla nostra newsletter

Rimani informato sulle nostre iniziative e campagne.

Ho letto l'informativa sulla Privacy e autorizzo Libera a processare i miei dati personali secondo il Decreto Legislativo 196/2003 e/o successive integrazioni o modifiche