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Un incontro che è un dono

«Per i famigliari delle vittime innocenti delle mafie l'incontro con Papa Francesco è un dono. Un dono tanto più grande perché precede, anzi apre, la "Giornata della memoria e dell'impegno".
Il 21 marzo è per loro - e sarebbe bello lo diventasse, istituzionalmente, per tutti gli italiani - il giorno in cui i loro cari, in tante città d'Italia, vengono chiamati per nome, uno a uno, in un appello rivolto alle coscienze di tutti. 
Quei nomi vengono pronunciati ma sono quei nomi, in realtà, a chiamarci.
La disponibilità del Papa ad accompagnare i famigliari a questo momento carico di dolore ma anche di speranza, è segno di un'attenzione e di una sensibilità che loro hanno colto sin dal primo momento. Attenzione verso tutta l'umanità fragile, ferita. Ma attenzione, anche, per lo specifico tema delle mafie, della corruzione, delle tante forme d'ingiustizia
che negano la dignità umana. Voce di una Chiesa che salda il Cielo e la Terra, e che della denuncia fa annuncio di Salvezza.
Molte di quelle vittime erano "giusti". Persone che non hanno esitato a mettere la propria vita al servizio di quella degli altri, anche a costo di perderla. È questa giustizia delle coscienze, prima che delle leggi, il dono che ci hanno lasciato. Condividerlo è nostro compito quotidiano. Condividerlo con Papa Francesco è la più grande delle gioie».

d. Luigi Ciotti


 

Comunicati

  1. Libera Puglia su vicenda Valenzano

    Sull'episodio del pallone aerostatico verificatosi nei giorni scorsi a Valenzano durante la festa patronale di San Rocco e ora oggetto di inchiesta della Dda di Bari e di una interrogazione parlamentare, aleggia il sospetto che si sia trattato di una esplicita dichiarazione di controllo del territorio da parte del locale clan Buscemi-Stramaglia. La vicenda riporta alla mente analoghi episodi verificatisi in altri comuni italiani durante le celebrazioni religiose, occasioni propizie per lanciare alla comunità riunita messaggi dissimulati più o meno facilmente interpretabili. 

  2. Antonio Scopelliti, un grande magistrato temuto per la sua intelligenza e per la sua onestà

    Lo chiamavano il "giudice solo". Antonio Scopelliti viene ammazzato il 9 agosto 1991 nella sua Calabria, vittima di un agguato mafioso, mentre era in auto, da solo e senza scorta.

  3. On line il programma del campo di E!state Liberi "Riconosci e combatti la corruzione"

    Dal 29 al agosto al 4 settembre a Castel Volturno si svolgerà il primo campo di E!state Liberi dedicato al tema della lotta e prevenzione della corruzione, organizzato dal settore dedicato che fa capo a Libera e Gruppo Abele e dagli operatori che gestiscono il bene confiscato di Casa Alice, della città casertana.