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Il 22 marzo a Latina per la XIX giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Libera: "Denunceremo il silenzio"

Non una semplice giornata commemorativa ma un "abbraccio concreto" con tutti i familiari delle vittime di mafia, per " scuotere le coscienze e sostenere le persone che quotidianamente si impegnano contro questa piaga". Definisce cosi' don Luigi Ciotti, presidente di Libera la diciannovesima Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime di mafia, che si svolgera' il 21 marzo prossimo in tutta Italia, con una speciale veglia di preghiera a Roma, e avra' il suo culmine il giorno successivo nella citta' di Latina. Saranno circa 600 i familiari presenti nella citta' pontina, in rappresentanza di un coordinamento di oltre 5 mila parenti di vittime di mafia. "Abbiamo scelto Latina per favorire la partecipazione di chi arriva da ogni parte d'Italia - spiega don Ciotti - ma anche per ribadire che la presenza criminale mafiosa continua a fare i suoi affari ,investe e reinveste sui territori". Proprio il villaggio di Borgo Sabotino, bene confiscato alle porte di Latina e gestito da Libera, e' stato al centro negli ultimi mesi di diversi attacchi di sabotaggio. "E' stato per 5 volte distrutto - ricorda il presidente di Libera - e ora verra' restituito alla collettivita' diventando un parco, che speriamo non diventi un nuovo bersaglio". L'appuntamento di Latina sara' preceduto da oltre 100 iniziative su tutto il territorio nazionale, con incontri nelle scuole, cineforum, dibattiti e convegni. "La memoria deve essere viva - continua Ciotti - le vittime mafie hanno vissuto per la giustizia sociale di tutti noi. Per questo e' importante a partecipazione dei ragazzi. Il nostro paese rischia di morire di corruzione - aggiunge - il problema piu' grave e' la mafiosita' strisciante, su cui abbiamo bisogno di fare interventi al piu' presto". Ad essere ricordati durante la Giornata saranno oltre 900 nomi di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell' ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali "morti per mano delle mafie solo perche', con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere. Ma da questo terribile elenco - sottolinea Libera - mancano tantissime altre vittime, impossibili da conoscere e da contare". La Giornata e' promossa, oltre che da Libera, da Avviso Pubblico. "Il 22 marzo sfileremo con le nostre fasce tricolori e i gonfaloni delle nostre citta' in nome di tutti gli amministratori sotto tiro, - sottolinea Paolo Masini, vicepresidente dell'associazione e assessore del Comune di Roma - in particolare per sottolineare la vicinanza a quelli minacciati nel Lazio, ad Aprilia, Ardea e Castelgandolfo, ma anche per ricordare tutti quegli amministratori locali e funzionari pubblici che hanno difeso la nostra Repubblica dando la loro vita". Franco La Torre, (figlio di Pio La Torre, vittima di mafia) ha ricordato che il Lazio e' la quinta regione in Italia per mafia, mentre Roma la terza citta'. "Smettiamola di ricorrere al termine infiltrazione che ne sottovaluta la capacita' di controllo della nostra vita - sottolinea - quando arriviamo a questi numeri e' evidente la penetrazione che il fenomeno ha sul territorio, e' quindi necessario agire con piu' forza. La buona notizia e' che ieri al Parlamento europeo e' passata la direttiva sulla confisca dei beni, noi ci batteremo perche' durante il semestre europeo dell'Italia vengano fatti passi avanti su questo tema". Per il presidente Zingaretti "il Lazio vive questa giornata come opportunita' di riscatto per il bello che c'e' nella regione. E che racchiude la forza della cultura della legalita' - afferma - ho scritto a tutti i sindaci della regione perche' siano presenti, per riaffermare l'impegno e il calore della comunita' tutta". Il 21 marzo a Roma si svolgeranno una veglia e una preghiera di riflessione. Sempre dalla Capitale lo stesso giorno partira' la TransumanzaLatina: attivisti in bicicletta, capeggiati da Andrea Satta, leader del gruppo musicale Tetes de Bois, raggiungeranno su due ruote il luogo simbolo della Giornata di quest'anno. Sempre con le bici (128 dinamo collegate ad altrettante biciclette) verra' alimentato il palco a pedali su cui si svolgera' la manifestazione. Durante la giornata ci saranno, inoltre, 15 seminari tematici per riflettere di corruzione, doping, ecomafie e beni confiscati.

Comunicati

  1. "Mafie forti, non basta la solidarietà. Hanno bruciato qualcosa di nostro"

    Don Ciotti in visita della Cleprin, la fabbrica di detergenti andata in fumo il 24 luglio per un incendio. L'incontro è stato voluto per rivendicare la libertà e il diritto di esistere dei beni confiscati e delle attività economiche, simbolo della lotta alla Camorra, entrambe categorie sottoposte ad aggressioni nelle ultime settimane. Articolo pubblicato su Il Mattino | 30 luglio 2015

  2. La cultura come ricerca di verità

    Nino Caponnetto, il grande magistrato capo del "pool" antimafia di Palermo e "padre" professionale di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, disse un giorno che «la mafia teme la scuola più della giustizia, l'istruzione taglia l'erba sotto i piedi del potere mafioso».

  3. Ostia , Spiaggia SPQR. Libera: "Attacchi strumentali, polemiche e falsità

    "L'aria su Ostia sta cambiando,  sul territorio si sta sperimentando un percorso diverso per arginare e sconfiggere malaffare e corruzione che per troppi anni hanno fatto da padrone sul litorale laziale. Assistiamo a degli attacchi strumentali, a polemiche e falsità da chi ha interesse ad ostacolare questo percorso  di rottura radicale rispetto al passato e per questo ci riserveremo di adire per le vie legali nel rispetto della verità e giustizia. Un cambiamento che da fastidio a coloro che erano abituati a metodi e prassi diversi.