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Nel mondo della sanità la legalità e la trasparenza possono essere usate come una terapia in grado di produrre benessere e salute. Il sistema sanitario attuale è double face, dove gli errori di pochi, hanno un pesante costo pagato da tutti, anche in termini di salute.

 
 



Da un lato gli italiani godono di buoni livelli di salute con un sistema dei servizi sanitari che è in grado di intercettare i bisogni della popolazione e rispondere in maniera adeguata, dall'altro lato la corruzione e l'infiltrazione mafiosa rappresenta uno dei principali pericoli per il settore sanitario producendo effetti non solo economici, ma anche sulla salute delle popolazioni. La fotografia è stata scattata da Libera, Avviso Pubblico, Coripe e Gruppo Abele nel rapporto "Illuminiamo la salute. Per non cadere nella ragnatela dell'illegalità" con una analisi delle cause che condizionano la trasparenza e la legalità nel sistema di tutela della salute.

Il rapporto viene presentato a Roma nell'ambito di un convegno per avviare un percorso di sensibilizzazione e approfondimento, con l'obiettivo di sostenere i tanti operatori che quotidianamente si impegnano a contrastare le diverse forme di opacità, discrezionalità e illegalità presenti nel settore della sanità e di cui spesso sono vittime involontarie e impotenti.

L'iniziativa ha anche l'obiettivo di costruire momenti di supporto alle aziende sanitarie e agli enti territoriali chiamati, in base alla recente Legge 190/2012, a nuovi adempimenti nell'ambito della promozione della legalità nel settore sociale e sanitario. Perché il nuovo percorso di prevenzione e contrasto dell'illegalità e della corruzione non deve diventare un mero adempimento burocratico. Perché la tutela della salute, diritto fondamentale di ogni cittadino e dell'intera comunità, deve essere preservata da ogni forma di opacità e illegalità.

Tornando al dossier i dati descrivono un Paese dove gli italiani godono di buoni livelli di salute, rispetto al resto del mondo sviluppato. Secondo gli ultimi dati del 2011, nel nostro Paese, la speranza di vita alla nascita era di 84,6 anni per le donne e di 79,4 anni per gli uomini. La tradizionale buona posizione dell'Italia è confermata da due recenti studi, il rapporto "Health at glance 2012" sullo stato di salute e la spesa sanitaria nei paesi dell'Oecd e il rapporto "Global Burden of Disease Study 2010" - la più ampia indagine mai effettuata su scala mondiale sulla distribuzione delle malattie e i loro fattori di rischio, secondo i quali il nostro Paese occupa ancora il secondo posto al mondo come speranza di vita (dopo il Giappone) ed il primo posto tra le nazioni europee. Gli italiani non vivono solo più a lungo: la longevità si accompagna a migliori condizioni di salute durante l'intero arco di vita, con meno disabilità e meno malattie.

Per ciò che concerne la mortalità infantile, un tempo responsabile di un numero elevato di morti nel primo anno di vita, il nostro Paese è stato protagonista di una riduzione a ritmi nettamente superiori a quelli del resto d'Europa ed è ora al di sotto della media dei paesi sviluppati: il tasso attuale è 3,4 morti per 1.000 nati vivi, contro una media europea di 4,3.

Nel nostro Paese, nonostante la pesante crisi economica e il conseguente sensibile aumento del rapporto spesa/Pil (per effetto della caduta del Pil), la spesa sanitaria totale (pubblica e privata) è ancora nettamente inferiore a quella dei paesi con livello di sviluppo simile al nostro: 9,3% del Pil nel 2010 contro 11,6% in Francia e Germania (un esempio di spread positivo!), 9,6% in Svezia e nel Regno Unito. L'Italia presenta inoltre dati di performance dei servizi sanitari molto soddisfacenti: secondo alcuni studi comparativi sulla performance complessiva dei sistemi sanitari, l'Italia occupa i primi posti fra i paesi Oecd quanto a livelli di efficienza in termini relativi rispetto ai paesi con le migliori performance (siamo superati solo da Francia e Islanda).

Quanto a risultati in termini di salute, i dati indicano che, in media, il sistema dei servizi è in grado di intercettare i bisogni della popolazione e rispondere in maniera adeguata. Ne è riprova la stima dell'Oecd sulle "morti potenzialmente evitabili attraverso interventi sanitari tempestivi e appropriati": fra i 27 paesi europei, l'Italia occupa il terzo posto (dopo Francia e Islanda) per il minor numero di morti evitabili. E ciò nonostante il basso tasso di ospedalizzazione (il 24% in meno della media europea) e la bassa spesa sanitaria. Il sistema sanitario è anche un importante fonte di lavoro e di reddito. Al servizio dei cittadini, in Italia oggi prestano il loro lavoro circa 4 medici ogni 1000 abitanti, in linea con la media dei paesi Ocse, mentre abbiamo circa 6 infermieri ogni 1000 abitanti, contro una media europea di 8.

Ma il dossier di Libera, Gruppo Abele, Avviso Pubblico e Coripe affronta il mondo della sanità anche da un altro punto di vista: quella della opacità, della trasparenza, dei conflitti di interesse, dell'illegalità, della corruzione, fino ai (pochi, per fortuna) casi di infiltrazione mafiosa. Non è facile stimare l'impatto della illegalità sulla spesa per il sistema di tutela della salute. La Rete Europea contro le Frodi e la Corruzione nel Settore sanitario ha stimato che nel 2012 in Europa il 5,6% del budget per la sanità è assorbito dalla corruzione. In Italia le stime effettuate dalla sola Guardia di Finanza per il triennio 2010/2012 indicano 1,6 miliardi di euro di perdita erariale; e si tratta solo dei reati effettivamente accertati dalle forze dell'ordine. Soldi che ogni anno sono sottratti alla cura e all'assistenza di chi ne ha bisogno. A cui si devono aggiungere i costi indiretti.
La relazione annuale della Corte dei Conti afferma che nel 2012 il comparto sanitario è stato frequentemente oggetto dell'attività delle Sezioni giurisdizionali e degli uffici di procura, confermando la sua tendenza ad essere un ambito particolarmente esposto a fatti illeciti di varia natura. L'anno giudiziario 2012, secondo la relazione, si è concluso con 44 sentenze definitive 223 delle Sezioni giurisdizionali di appello (emesse in secondo e ultimo grado) per un importo complessivo di circa 5 milioni di euro. Sono state inoltre emesse altre 139 sentenze di primo grado da parte delle Sezioni giurisdizionali regionali, con risarcimenti per un importo complessivo di oltre 41 milioni di euro.

Per quanto riguarda le infiltrazioni della criminalità organizzata, la sanità è oggetto di crescente attenzione da parte della mafia per le possibilità di profitti illegali. Ciò avviene principalmente nella contrattualistica, nella gestione degli accreditamenti e nella gestione clientelare del personale. A oggi 4 aziende sanitarie sono state commissariate per infiltrazioni della criminalità organizzata.

Davanti a questi numeri, trasparenza, legalità, fiducia, integrità - rilanciano le associazioni- sono elementi essenziali nella costruzione di un sistema di tutela della salute e, di conseguenza, nella promozione del benessere. Un sistema affidabile e integro è uno strumento di rassicurazione contro uno dei rischi più temuti dalla popolazione (quello di dover affrontare una malattia in solitudine, senza adeguate conoscenze e senza sufficienti risorse), di fiducia nelle istituzioni e nella comunità, di promozione del capitale sociale. La salute si promuove anche contrastando l'illegalità. Più in generale, le varie forme di illegalità messe in atto nel settore sanitario non si limitano a sottrarre risorse ai programmi di assistenza, ma minano la fiducia nel sistema di tutela della salute da parte delle persone.

Alcuni degli strumenti recentemente introdotti o potenziati dalla normativa italiana potrebbero produrre buoni risultati nel contrasto delle criticità. La stessa norma 190/2012 prevede la predisposizione di percorsi formativi, i quali possono garantire il doppio livello, proattivo e reattivo, della prevenzione della corruzione. Il cuore della legge sta nella predisposizione del Piano Nazionale Anticorruzione (PNA) e in ogni ente pubblico dei Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione, oltre che nell'introduzione della figura del responsabile per la prevenzione della corruzione. In particolare la trasparenza nelle procedure e nei risultati potrebbe avere un impatto positivo nel settore degli appalti e delle forniture, mentre è probabile che controlli interni efficaci limitino il diffondersi degli abusi nel rimborso delle prestazioni ai provider e nell'attività intramoenia. La creazione di un sistema di tutele e incentivi per chi denuncia eventuali abusi può essere d'aiuto nella repressione di alcune fattispecie.

Infine va considerato che politiche una tantum difficilmente ottengono risultati duraturi. Gli strumenti da adottare devono pertanto essere sviluppati in maniera sistematica e regolarmente implementati.

Per questo è necessario illuminare la salute, per valorizzare un bene prezioso e per fare luce sulle zone d'ombra che insidiano la salute della popolazione.


 
 
 

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