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Fidanzatini di Policoro: noi non archiviamo, pubblichiamo

La morte di Luca Orioli e Mariorosa Andreotta, dopo venticinque anni, continua ad essere un mistero. I due ragazzi sono deceduti la sera del 23 marzo del 1988 a Policoro in circostanze tuttora da chiarire. Non sappiamo, ancora, cosa sia successo, non possiamo dire con certezza che ruolo abbiano avuto nella vicenda le persone comparse sulla scena del crimine, considerata da sempre "alterata"dagli inquirenti. Non Ŕ mai stato istruito un processo su questi fatti. Anzi, il caso Ŕ stato archiviato per ben cinque volte, e qualche tempo fa, Ŕ stata avanzata la sesta richiesta di archiviazione. Secondo la magistratura, questa volta, si tratterebbe di "duplice omicidio contro ignoti". Abbiamo piena fiducia negli inquirenti. Ma sono ancora troppi i dubbi e gli interrogativi che rimangono senza alcuna risposta. Non possiamo smettere di chiedere e di pretendere veritÓ e giustizia per Luca e Marirosa. Vogliamo sapere cosa Ŕ accaduto la sera del 23 marzo 1988 e vogliamo che tutti lo sappiano. E'nostro dovere andare fino in fondo nella ricerca della veritÓ. Per questo, abbiamo deciso di rendere pubblici e consultabili sul nostro blog (basilicatalibera.wordpress.com) gli atti giudiziari sul caso dei "fidanzatini di Policoro".


Coordinamento regionale Libera Basilicata

 

Comunicati

  1. Libera su omicidi a San Marco in Lamis (Foggia)

    L'agguato del 9 agosto Ŕ la dimostrazione che siamo davanti una guerra criminale, feroce e violenta, una guerra in atto da tempo ma sottovalutata. Foggia, la Capitanata , il Gargano sono teatro di di una lunga scia di sangue che confermano ulteriormente una presenza mafiosa violenta e ben radicata nel territorio.

  2. Don Ciotti, necessario politica torni parlare con le persone

    Perche' la democrazia torni a essere "potere del popolo" e' necessario che la politica torni a parlare con le persone e non alle persone. E necessario che agisca con loro, non al loro posto". Cosi' don Luigi Ciotti, presidente di Libera, a margine di un incontro a Rispescia (Grosseto) dove e' in corso Festambiente.

  3. La rivolta delle donne, una crepa nelle mafie

    I momenti di silenzio e di preghiera, la riflessione e l'attenzione ai segni di speranza non possono andare in ferie. Tanto pi¨ se quei segni annunciano possibili svolte e cambiamenti, conquiste o riconquiste di civiltÓ. Nel mondo chiuso e violento delle mafie sta avvenendo un fatto nuovo e potenzialmente di-rompente: la rivolta delle donne, la presa di coscienza dei giovani. Leggi l'editoriale di don Luigi Ciotti sul numero 32 di Famiglia Cristiana