Testata per la stampa
 
  1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
  1. rss |
  2. English page Page en langue francaise Pàgina en espanol |
  3.  
    |
  4. scrivi |
  5. mappa |
  6. Versione ad Alto Contrasto Dimensione del testo: Normale Dimensione del testo: Grande

Testata per la stampa

Contenuto della pagina

Fidanzatini di Policoro: noi non archiviamo, pubblichiamo

La morte di Luca Orioli e Mariorosa Andreotta, dopo venticinque anni, continua ad essere un mistero. I due ragazzi sono deceduti la sera del 23 marzo del 1988 a Policoro in circostanze tuttora da chiarire. Non sappiamo, ancora, cosa sia successo, non possiamo dire con certezza che ruolo abbiano avuto nella vicenda le persone comparse sulla scena del crimine, considerata da sempre "alterata"dagli inquirenti. Non è mai stato istruito un processo su questi fatti. Anzi, il caso è stato archiviato per ben cinque volte, e qualche tempo fa, è stata avanzata la sesta richiesta di archiviazione. Secondo la magistratura, questa volta, si tratterebbe di "duplice omicidio contro ignoti". Abbiamo piena fiducia negli inquirenti. Ma sono ancora troppi i dubbi e gli interrogativi che rimangono senza alcuna risposta. Non possiamo smettere di chiedere e di pretendere verità e giustizia per Luca e Marirosa. Vogliamo sapere cosa è accaduto la sera del 23 marzo 1988 e vogliamo che tutti lo sappiano. E'nostro dovere andare fino in fondo nella ricerca della verità. Per questo, abbiamo deciso di rendere pubblici e consultabili sul nostro blog (basilicatalibera.wordpress.com) gli atti giudiziari sul caso dei "fidanzatini di Policoro".


Coordinamento regionale Libera Basilicata

 

Comunicati

  1. Corriere del Trentino | "Guerre, basta lacrime, bisogna agire"

    Don Ciotti a Dobbiaco per i Colloqui: Indignarsi è inutile. Serve impegno quotidiano. Articolo di Giancarlo Riccio sul Corriere del Trentino, 30 settembre 2016.

  2. Criminal food, la sfida solidale di Ciotti e Caselli

    "Il settore agroalimentare è contaminato dalla mafia liquida, che proprio come l'acqua s'insinua ovunque, in ogni livello della filiera. Dobbiamo chiudere quei rubinetti". Non è un caso se nello slogan di Slow Food, oltre a buono e pulito ci sia il giusto. Articolo di Noemi Penna su La Stampa | 23 settembre 2016 

  3. Puliamo il Mondo

    "Aderiamo a Puliamo il mondo perché è necessario riscoprire le responsabilità che abbiamo verso la Terra, base della nostra vita e nostra casa comune. Come dice papa Francesco, questione ambientale e questione sociale sono facce di una stessa medaglia. Ecco allora che ripulire il mondo non vuol dire solo liberarlo dalla sporcizia materiale, ma bonificarlo da quel diffuso inquinamento etico che genera disuguaglianze, esclusione, barriere fisiche e culturali" ha dichiarato don Luigi Ciotti, presidente di Libera e Gruppo Abele.