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Beni confiscati

 

Libera promuove l'effettiva applicazione della legge n. 109/96 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, che prevede l'assegnazione dei patrimoni e delle ricchezze di provenienza illecita a quei soggetti - Associazioni, Cooperative, Comuni, Province e Regioni - in grado di restituirli alla cittadinanza, tramite servizi, attività di promozione sociale e lavoro. Libera non gestisce direttamente i beni confiscati, ma promuove, in collaborazione con l'Agenzia Nazionale per l'Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, le Prefetture e i Comuni, i percorsi di riutilizzo dei beni. Libera svolge un'importante azione di animazione territoriale, attivando percorsi di conoscenza e sensibilizzazione relativi alla presenza di beni confiscati sul territorio nazionale, anche nelle regioni del centro nord Italia. L'attività è volta a creare e rafforzare la rete tra le istituzioni (Agenzia Nazionale per l'Amministrazione e la Destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, Prefetture, Regioni, Province, Consorzi di Comuni e Comuni), le Cooperative e le Associazioni, le scuole e gli altri soggetti del territorio tramite la mappatura e l'analisi dei beni confiscati sul territorio e la diffusione di buone pratiche sul loro possibile utilizzo.

 
 
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Comunicati

  1. I battesimi con gli agenti in chiesa. Vita sotto scorta di don Ciotti

    Alle undici tutto è pronto per l'arrivo dell'uomo più minacciato d'Italia. In cima alla strada, davanti alla pizzeria Da Enzo, quattro pattuglie dei carabinieri sono in attesa. La notte prima, dalle 23 all'una, gli uomini e i cani dell'unità cinofila hanno ispezionato i locali. Subito dopo sono arrivati gli artificieri. Al mattino, poco prima che la gente cominciasse a riempire la sala, hanno rifatto gli stessi controlli.

  2. Gioco d'azzardo: Libera e Gruppo Abele estranee all'accordo siglato tra "Mettiamoci in gioco" e "Sistema Gioco Italia"

    Libera e Gruppo Abele in merito al protocollo d'intesa siglato da Sistema Gioco Italia" e la campagna "Mettiamoci in gioco", senza entrare nel merito di quanto previsto e fatta salve le buone intenzioni di chi l'ha promosso, a cominciare dal coordinatore della campagna Don Armando Zappolin, di cui conosciamo e apprezziamo l'impegno, ritengono doveroso precisare la loro estraneità a quanto accaduto.

  3. Don Luigi Ciotti sull'articolo pubblicato su Vita.it

    All'articolo pubblicato su Vita.it - "Caro don Ciotti, chi non dice no alle sale gioco è ancora complice?" - Libera e il Gruppo Abele  risponderanno con una nota congiunta. Ma poiché il testo mi chiama in causa in prima persona, vorrei precisare nel frattempo alcune cose.