Testata per la stampa
 
  1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
  1. rss |
  2. English page Page en langue francaise Pàgina en espanol |
  3.  
    |
  4. scrivi |
  5. mappa |
  6. Versione ad Alto Contrasto Dimensione del testo: Normale Dimensione del testo: Grande

Testata per la stampa

Contenuto della pagina

Amunì: «La strada è sempre quella, tutto tranne la mafia»

La Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, tenutasi quest'anno a Firenze, ha visto la presenza, fra i 150 mila partecipanti, di 14 ragazzi siciliani, beneficiari di un progetto a cura degli Uffici dei Servizi Sociali per i Minori (USSM), in collaborazione con l'Associazione Libera.

Amunì , la cui traduzione dal siciliano è "Andiamo", è un percorso di partecipazione e co-responsabilità, che - ci racconta Andrea, 18 anni - coinvolge «ragazzi che hanno avuto problemi con la legge nella minore età. Ci sono degli operatori (assistente sociale, psicologo, ...) che si prendono in carico questi ragazzi per far capire loro cos'è veramente la mafia».

Tra i 16 e i 20 anni, tutti provengono dall'area penale esterna di Palermo, affidati cioè dal Tribunale della sorveglianza ai Servizi Sociali, e dunque a famiglie o comunità, per scontare una parte o tutta la pena detentiva fuori dal carcere, al fine di facilitare il reinserimento nella società civile, risparmiando loro l'ambiente carcerario.

«Io faccio parte del progetto dal 2011, ed ho già partecipato alla Giornata della memoria dell'anno scorso a Genova, una belissima esperienza, tanto che quando mi hanno proposto di venire anche a Firenze, ho subito accettato!». Andrea è un bel ragazzo sorridente, alto, occhi schietti e taglio alla moda. Sicuro di sé, non ha esitazione a parlare della natura del progetto, dell'argomento mafia e della percorso di educazione civica da lui intrapreso e che volge quasi al termine.

«Ogni anno Libera e l'USSM organizzano eventi e incontri, per consentire ai ragazzi di capire certe realtà. Siamo andati a Portella della Ginestra dove sono stati uccisi dei contadini dal bandito Salvatore Giuliano, e a San Giuseppe Iato dove è stato ucciso il piccolo Giuseppe Di Matteo - dove oggi sorge il Giardino della Memoria (NdR). Abbiamo visto il documentario Io ricordo, con le intervista a tutti i familiari delle vittime di fatti mafiosi, e alcuni li abbiamo anche incontrati».

«All'inizio del percorso - prosegue Andrea, sotto gli occhi dei suoi compagni di viaggio, che ascoltano partecipi - non avevo un'idea chiara di cos'è la mafia: per me la mafia non era poi così cattiva, poi studiandola a fondo e nei dettagli, ho appreso che sono state uccise tantissime persone, anche donne e bambini innocenti senza aver fatto nulla di male, ed ho capito che la mafia è davvero una montagna di m...». Peppino Impastato oggi rivive nel volto e nella voce di questo diciottenne siciliano di Trapani.

«Tutta l'Italia pensa "la Sicilia è uguale alla Mafia", ma non è così, non siamo tutti così. È vero, c'è la mafia in Sicilia, ma come c'è in Sicilia, c'è in tutta Europa e in tutto il mondo. Io finirò quest'estate a giugno, e spero di continuare a partecipare con Libera e con l'USSM, per vivere altre belle esperienze e conoscere tante altre persone. Una cosa è certa... La strada è sempre quella: tutto tranne la mafia».
 
 di Françoise Farano

 
 

Comunicati

  1. Diari dai campi di Pentadattilo (RC) | 2016

    Caro diario, il campo è ormai terminato da due giorni e ognuno di noi ragazzi ha fatto ritorno a casa sua...probabilmente il fatto che alcuni abbiano impiegato solo un paio di ore per arrivare a destinazione, ed altri invece giorni interi,dice molto di questo campo.

  2. La lotta alle mafie ritorna all'Asinara con don Luigi Ciotti

    L'Asinara e sullo sfondo il mondo, con tutti i suoi problemi, piccoli e immensi. Don Luigi Ciotti, fondatore e presidente dell'associazione Libera, il presidio antimafia più grosso nel nostro Paese, è sbarcato ieri sull'isola per incontrare i giovani del sodalizio che da luglio si alternano, provenendo da diverse regioni, nei campi estivi di formazione. La rassegna stampa del'incontro con don Luigi Ciotti.

  3. Diari dai campi di Favignana (TP) | 2016

    Ho deciso di partire da sola, mettendomi alla prova, inconsapevole di chi avrei incontrato e di come avrei trascorso la mia settimana. Sono abbastanza timida e riservata, ma grazie alle persone che ho avuto al mio fianco ho deciso di mettermi in gioco, abbattendo i timori; così mi sono sentita apprezzata e a mio agio, cosa che difficilmente accade.