Il caso del marciatore Alex Schwazer è un nuovo duro colpo al mondo dello sport pulito. Riproponiamo un documento fondamentale per capire le molteplici origini del doping, la differenza tra le droghe e il doping, l'allarme della US Drug Enforcement Administration (DEA) e il ruolo che la criminalità organizzata ricopre nel traffico del doping.
Il dossier è curato da Sandro Donati, un Maestro dello Sport del CONI, consulente della Wada (l'Agenzia Mondiale dell'Antidoping).

La parola doping è di origine anglosassone e, fino a venti anni fa, era nota solo ai praticanti e agli espertisportivi 1.Poi, anno dopo anno, con il ripetersi incalzante dei casi che hanno coinvolto gli atleti di elevato livello di diverse specialità sportive, il suo significato è divenuto noto a tutti. L'esplodere degli scandali doping tra i campioni dello sport ha determinato una modalità di comunicazione del termine "doping" per cui, se oggi ponessimo a 1000 persone la domanda: "che cos'è il doping?", almeno 990 lo abbinerebbero allo sport e lodefinirebbero come un sistema utilizzato dagli atleti e mirato ad aumentare artificialmente le loro capacità di prestazione in gara.
Che il doping sia utilizzato da un numero estremamente rilevante di atleti dei diversi sport è ormai chiaro a tutti. Molto meno chiaro, anzi in gran parte ignorato, è il fatto che questo fenomeno nasca al di fuori dello sport e si estenda ben al di là di esso. Due degli scopi che questa rassegna critico-sintetica sul fenomeno doping si prefigge sono proprio quelli di spiegare, nei termini essenziali, sia la sua origine, sia le sue diverse destinazioni. Senza questa spiegazione, infatti, non si avrebbe una comprensione sufficiente delle sue ramificazioni e della sua pericolosità sociale e non si riuscirebbe mai a porre in atto azioni efficaci per arginarlo, se non proprio per sconfiggerlo.
Il 24 maggio 2013 presso lo stadio Olimpico di Torino, Via Filadelfia, 96/B si svolgerà la finale della XIV edizione del torneo calcistico Memorial "Bruno Caccia" istituito per ricordare la figura del magistrato barbaramente ucciso trent'anni fa dalla criminalità organizzata in questa città.
Davanti a un atto vile e grave non esprimiamo solo vicinanza e solidarietà. Non basta, noi esprimiamo corresponsabilità. Solo l'assunzione di responsabilità da parte di ognuno di noi è la vera, concreta e migliore risposta alle minacce e alle intimidazioni.
CATANZARO, 23 MAG - 'Ci stupiamo di chi si stupisce. Ormai lo dicono le relazioni antimafia, lo dimostrano le inchieste, lo confermano i sequestri: bar ristoranti, locali sono tra le attivita' preferite della criminalita' organizzata per riciclare il denaro'.