(ANSA) - PALERMO, 26 LUG - Oltre 300 giovani di Libera ricordano Rita Atria nel ventennale della sua morte. Un lungo abbraccio unisce Borgo Sabotino con Partanna. Una foto, un volto, la sua storia, la lettura delle pagine del suo diario il filo conduttore degli incontri e dei seminari della giornata del raduno nazionale dei Giovani di Libera. Si sono riuniti di prima mattina, hanno letto pagine del suo diario e simbolicamente si sono abbracciati con al centro la foto sorridente di Rita Atria. Nel ventennale della morte della giovane testimone di giustizia, i giovani di Libera, oltre 300 che partecipano al raduno nazionale dell'associazione, hanno voluto ricordare Rita Atria e testimoniare l'impegno nella lotta alle mafie come quello della giovane siciliana ribelle che aveva denunciato i mafiosi. Un lungo abbraccio unisce Borgo Sabotino, bene confiscato in provincia di Latina, con Partanna, il paese del trapnese dove nel pomeriggio Rita Atria sarà ricordata da don Luigi Ciotti e dal vescovo Domenico Mogavero. "Insieme si può - hanno ricordato gli organizzatori del raduno di Libera - la storia di Rita deve essere ricordata in tutto il nostro paese. Con lei ricordiamo tutte le altre vittime delle mafie per lanciare un grido forte contro le mafie, un appello concreto all'impegno, alla crescita della responsabilità che si deve assumere ogni cittadino per promuovere giustizia e legalità". La giovane testimone di giustizia morta suicida dopo l'uccisione di Paolo Borsellino sarà ricordata con la memoria ma anche con l'impegno come quello della Cooperativa Rita Atria, promossa dalla diocesi di Mazara del Vallo e da Libera che dopo l'estate inizierà a coltivare i terreni confiscati alla mafia. Un segnale concreto, lavoro pulito ed equo per i tanti giovani siciliani come lei.
Il 23 maggio 2013 si terrà un incontro sulla legalità organizzato dalla comunità parrocchiale di S. Erasmo e con la collaborazione del Presidio territoriale di Libera.
Da venerdi 10 al 31 maggio proiezioni, incontri e dibattiti. Il 22 maggio 2013 proiezione del documentario UOMINI SOLI un film di Paolo Santolini e Attilio Bolzoni.
Libera e Fondazione Nazionale Antiusura su la triste e atroce morte del muratore siciliano che si è dato fuoco per aver perso la casa. Don Marcello Cozzi:" Facciamo appello ai Parlamentari perchè inseriscano nell'agenda politica la promulgazione di una legge che sancisca intoccabilità della prima casa".