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Roma: Summer School, sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza

La prima edizione della Summer School, aperta a professionisti di diverse appartenenze (giuridiche, psicologiche, sociali, educative...), intende capire come si può costruire socialmente i diritti. L'ipotesi che verrà approfondita è che oggi per trovare accordi e intese sulle decisioni occorrono due condizioni preliminari: condividere l'analisi dei problemi (ossia una lettura di quali condizioni vivono i minori che i servizi e le scuole incrociano) e rideclinare insieme l'idea di educare che è la base di ogni tutela del diritto a crescere.Uscendo dalla retorica dei diritti dichiarati, si cercherà di declinare una grammatica dei diritti auspicabili.La Summer School si terrà presso il Dipartimento di giustizia minorile di Roma. Il costo è di 250 euro comprensivo di vitto e alloggio.E' stato richiesto l'accreditamento per psicologi, avvocati e assistenti sociali.
 
Il percorso della Summer School
Lunedì 16
La focalizzazione della prima giornata riguarderà l'ipotesi generale sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza proposta alla Summer School: per tutelare i diritti soggettivi non bastano buone leggi, occorrono contesti relazionali perché è soltanto nelle relazioni intersoggettive che il singolo (bambino o adolescente) può essere considerato soggetto a pieno titolo. I diritti così intesi chiedono di riuscire a coinvolgere nella loro costruzione quanti più soggetti. Per questo diventa importante, per chi opera in questi mondi, dare valore a tutte le voci che possono tutelare la crescita dei bambini e degli adolescenti, specie di quelli più in difficoltà. I contributi di Franca Olivetti Manoukian, Eligio Resta, Franco Micela esploreranno questa ipotesi.

Martedì 17
Nella seconda giornata si intende esplorare l'ipotesi secondo cui la costruzione sociale dei diritti passa attraverso l'attivazione di processi educativi. È per via relazionale-educativa che i processi di crescita dei bambini e adolescenti possono essere accompagnati e sostenuti. Anche in condizioni estreme, l'educazione costituisce la possibilità di emanciparsi da situazioni di difficoltà, che altrimenti rischiano di condannare fin da piccoli a vivere nell'esclusione. I servizi che operano a contatto con bambini e adolescenti (scuola, servizi sociali, tribunale, comunità, carcere...) devono ritrovare una forte anima educativa se vogliono essere servizi attenti ai diritti.

Mercoledì 18
La focalizzazione della terza giornata riguarda i luoghi e i discorsi dell'educare come atto collettivo. Quali sono i luoghi dove l'educare si materializza e quali sono le narrazioni, i discorsi, i linguaggi dell'educare oggi?

Giovedì 19
Il focus di questa giornata è: cosa vuol dire educare oggi all'interno di contesti cruciali per la tutela dei diritti dei bambini e adolescenti? I contesti presi in esame sono scuola, carcere e comunità residenziale. Come attivare cambiamenti all'interno di questi servizi-istituzioni per avviare processi educativi? Perché la scuola riesce così poco a dare spazio al riconoscimento dei diritti (gli alunni devono conformarsi a standard di apprendimento, non hanno uno spazio per la parola se non quello che l'insegnante concede, ecc.)? Quando un minorenne commette un reato, come questo reato può essere inscritto in una logica educativa? E le comunità, come possono essere luoghi che non solo "mettono in sicurezza" i bambini, ma promuovono la loro crescita?

Venerdì 20
La Summer School si conclude con la tavola rotonda. Partecipano Marco Rossi Doria (che approfondirà il rapporto scuola-diritti: cosa vuol dire oggi rilanciare nella scuola una tensione alla tutela dei diritti? Pensare la scuola come luogo di istruzione e non di educazione non significa contrarre lo spazio relazionale e dunque la possibilità di tutelare i diritti?), Piercarlo Pazè (quali criteri e orientamenti la magistratura può seguire per dare un contributo all'attivazione di percorsi educativi, in particolar modo nelle situazioni di allontanamento, maltrattamento, povertà relazionale e culturale, violenza?), Chiara Saraceno (quali politiche per le famiglie oggi possono tutelare i diritti dei bambini e degli adolescenti?), Teresa Marzocchi (come la politica può contribuire a tutelare i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza? cosa vuol dire oggi nei territori costruire condizioni sociali di tutela?), Cedric Foussard (uno sguardo sulle politiche europee per l'infanzia e l'adolescenza) e Franca Olivetti Manoukian (che in chiusura riprenderà alcune questioni per rilanciare una politica dei diritti).

 
 

Comunicati

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    Finalmente una breccia nel muro di indifferenza che circonda i sequestri di migliaia eritrei nel Sinai e il colossale mercato di esseri umani connesso.

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