Testata per la stampa
 
  1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
  1. rss |
  2. English page Page en langue francaise Pàgina en espanol |
  3.  
    |
  4. scrivi |
  5. mappa |
  6. Versione ad Alto Contrasto Dimensione del testo: Normale Dimensione del testo: Grande

Testata per la stampa

Contenuto della pagina

Potenza: il ricordo dell'agente di Polizia Francesco Tammone

"Ricordare un rappresentante delle forze dell'ordine ucciso dalla mafia, in questo momento, assume per noi un significato ancora più importante: prima di tutto sottolineare che laddove ci sono state vittorie nel contrasto alle mafie è stato soprattutto grazie all'impegno ed al sacrificio di tanti uomini e donne in divisa, in secondo luogo affermare che, per quanto sia stato riprovevole l'atteggiamento di certa Polizia in merito ai fatti della Diaz a Genova, non si può comunque mai commettere lo sbaglio di fare di tutta l'erba un fascio. L'agente della Polizia di Stato Francesco Tammone è la dimostrazione di come ci sono sempre stati e sempre ci saranno rappresentanti delle forze dell'ordine veri servitori dello Stato e profondamente rispettosi dei diritti dei cittadini. Infine per noi oggi ricordare Francesco Tammone significa ancora una volta far sentire la nostra vicinanza ai suoi familiari, alla stessa Polizia, ma allo stesso tempo ricordare che in Basilicata, come appurato anche da recenti indagini, il pericolo mafioso dei basilischi non si può assolutamente sottovalutare". Queste le dichiarazioni di don Marcello Cozzi, Vice Presidente di "Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie", commentando l'iniziativa del coordinamento lucano che, a sedici anni dall' omicidio di Francesco Tammone, vedrà alcuni rappresentanti dell'associazione in visita al cimitero di Albano (PZ) per deporre dei fiori sulla sua tomba.

Il coordinamento Libera Basilicata

Comunicati

  1. Sentenza Condor - Martedi 17 Gennaio 2017, Rebibbia, Roma

    Dopo quasi due anni di dibattimento, 60 udienze e con l'audizione di decine di testimoni, esperti, familiari e compagni di prigionia delle vittime, il prossimo 17 gennaio dalle ore 9,30 si terrà l'ultima udienza nell'aula bunker di Rebibbia a Roma relativa al Processo Condor. A seguire nel corso della stessa giornata sarà emessa la sentenza per il sequestro e l'omicidio di 42 giovani, tra cui 20 italiani, avvenuti in Cile, Argentina, Bolivia, Brasile e Uruguay tra il 1973 e il 1978. Gran parte di loro sono ancora oggi desaparecidos. 

  2. Approvare rapidamente leggi per rafforzare la prevenzione e il contrasto alle mafie e alla corruzione

    Approvare le misure riguardanti gli amministratori locali minacciati e intimiditi, le modifiche alla normativa in materia di beni e aziende confiscate alle mafie, la riforma della prescrizione dei processi, le misure di contrasto alla criminalità nel settore del gioco d'azzardo e quelle a favore dei testimoni di giustizia, e riconoscere ufficialmente il 21 marzo come Giornata nazionale della memoria in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

  3. "Uomini dello Stato coinvolti? Salto di qualità grave"

    Sempre i soliti noti. "Leggo nomi ricorrenti, che ho già incontrato tante volte in altri processi". Vincenza Rando, avvocato in prima linera contro le mafie e referente per l'Emilia-Romagna di Libera, non si stupisce di certo di fronte all'ultima inchiesta sui legami tra la malavita organizzata e il territorio bolognere: "Restiamo un crocevia importante, un territorio appetibile per gli affari delle famiglie criminali più in vista".

    Intervista a Enza Rando fatta da Federico Del Prete su Il Resto del Carlino | Bologna | 11 gennaio 2016