Di fronte al ripetersi di gravi atti intimidatori nei confronti delle Cooperative di Libera Terra che gestiscono beni confiscati alle mafie in Sicilia, Calabria e Puglia, la Fondazione Unipolis esprime tutta la propria solidarietà ai soci e ai lavoratori delle cooperative colpite, insieme all'impegno a continuare nel sostegno al loro lavoro e all'azione di contrasto alla criminalità organizzata. Grazie alla determinazione di Libera, di tanti giovani, di organizzazioni economiche, d'impresa e sociali, di istituzioni locali e nazionali, sono nate e si sono sviluppate le cooperative che hanno restituito all'uso sociale e alla collettività un patrimonio rilevante che era stato sottratto dalle mafie con la violenza e la protervia, trasformandolo in prodotti che costituiscono una concreta testimonianza della volontà di riscatto di quei territori e delle persone che li abitano. Evidentemente, c'è chi ancora non vuole accettare che in quelle zone del Paese ci sia chi opera per creare opportunità di lavoro pulito e regolare, di sviluppo sano, in un contesto di legalità e di giustizia sociale.
Finalmente una breccia nel muro di indifferenza che circonda i sequestri di migliaia eritrei nel Sinai e il colossale mercato di esseri umani connesso.
La storia di Giuseppe e Paolo Borsellino, padre e figlio, di Lucca Sicula, piccolo centro collinare di poco più di duemila anime, è la storia di tante vittime di mafia. Sono gli anni '80, Giuseppe è un uomo di cinquant'anni, cresciuto a pane e lavoro in una famiglia modesta, Paolo, il figlio poco più che vent'enne segue le orme del padre.
Quest'anno al Golden Gala-Pietro Mennea scende in pista anche Libera, l'associazione presieduta da Don Luigi Ciotti con un 'iniziativa di solidarietà e contro ogni forma di razzismo. Il prossimo 6 giugno sulla pista dello Stadio Olimpico di Roma, nella manifestazione d'apertura del Palio dei Comuni, la staffetta a cui prendono parte centinaia di giovani provenienti da tutta la penisola, sarà dotata di speciali testimoni.