«Che sia terrorismo, mafia, il gesto di un folle, in ogni caso c'era la volontà di uccidere. Si tratta di assassini che hanno studiato e calcolato di ammazzare degli studenti». Don Luigi Ciotti parla ancora con la voce rotta dall'emozione. Il fondatore e presidente di Libera il giorno dell'attentato è corso immediatamente a Brindisi. Ha incontrato i genitori di Melissa, le sue compagne e compagni dell'Istituto Morvillo Falcone, le migliala di persone che sono scese immediatamente in piazza, a poche ore dall'attentato.
«Ho voluto recarmi alla scuola», dice. « Ho visto la devastazione provocata dall'esplosione, i pezzi di carne per terra. Si voleva fare
una strage. E colpire soprattutto le ragazze, perché quell'istituto è frequentato soprattutto da studentesse. Mi sono chinato sui libri e
i quaderni accartocciati e bruciacchiati. Ne ho sfogliato qualcuno. Vi ho trovato appunti che parlavano della Costituzione, di educazione alla legalità, dei diritti di cittadinanza. Quegli studenti hanno lavorato a lungo con gli insegnanti su questi temi».
-I temi che sono cari a Libera...
«Sì, lavoriamo con 4.500 scuole in Italia sull'educazione alla legalità e la lotta alle mafie. In Puglia Libera ha molte attività perché ci sono anche tanti beni confiscati ai mafiosi della Sacra Corona Unita, e nelle scuole portiamo avanti diversi progetti. In questi giorni doveva passarvi la Carovana antimafia».
- Gli investigatori non si sbilanciano sulla matrice dell'attentato. Le ipotesi sono tutte aperte. Compresa quella mafiosa.
«Le indagini chiariranno chi ha voluto la morte di Melissa e il ferimento degli altri ragazzi e ragazze. Ma oggi conta ribadire che è la cultura che da la sveglia alle coscienze. La violenza si è abbattuta su una scuola. Non era mai accaduto in Italia. La bomba ha devastato un luogo del sapere, dove si impara. Allora noi di Libera, in quella piazza di Brindisi gremita di migliala di giovani e persone di ogni età, abbiamo ribadito che conoscere consente di diventare più responsabili. Se c'è un peccato da sconfiggere, oggi, è proprio la mancanza del sapere. È necessario informarsi, riflettere e assumersi responsabilità».
- In tutta Italia la reazione è stata immediata. Ci sono state decine di piazze che si sono riempite in poche ore per dire "no" alla violenza e agli attentati. È anche frutto del lavoro educativo di Libera?
«Mi auguro di sì. Libera è una grande rete di 1.600 associazioni, grandi e piccole, nazionali e locali. L'importante è costruire insieme. È il "noi" che vince. La cultura della legalità e dei diritti non è opera di navigatori solitari. La costruiamo insieme. Abbiamo stretto accordi e firmato protocolli col 70 per cento delle facoltà universitarie italiane per far fare stage agli studenti, per realizzare seminar! e percorsi educativi alla legalità».
- E ora?
«Ieri in piazza c'era un grande lenzuolo. C'era scritto: "Brindisi piange". In questi giorni piangiamo Melissa. Ma la riflessione deve continuare in tutte le scuole. Non si può tornare in classe come se nulla fosse accaduto».
- Don Luigi, quale risposta dovrebbe emergere dalla società civile del nostro Paese?
«Che siamo tutti cives, cioè cittadini impe- gnati e responsabili. Senza reazioni a intermittenza, legate all'emotività. Senza personalismi. Secondo me la strada da percorrere la riassumerei in tré termini chiave: condivisione, ossia il "noi che vince"; corresponsabilità, che traduce l'impegno individuale in responsabilità collettiva; continuità, che permette riflessione e azione costanti ed efficaci. Perciò occorre dire "no" alla rassegnazione e alla delega, che sono drammatiche povertà. La bomba ha voluto umiliare la vita. Ho gridato ai ragazzi di prendete in pugno le loro esistenze. Questo è il modo per far sì che Melissa viva. Dobbiamo prestarle anche una parte della nostra Vita».
LUCIANO SCALETTARI
su Famiglia Cristiana del 24 maggio 2012
Il 24 maggio 2013 presso lo stadio Olimpico di Torino, Via Filadelfia, 96/B si svolgerà la finale della XIV edizione del torneo calcistico Memorial "Bruno Caccia" istituito per ricordare la figura del magistrato barbaramente ucciso trent'anni fa dalla criminalità organizzata in questa città.
Il 22 maggio dai porti di Civitavecchia e Napoli partono le due Navi della Legalità, su ciascuna delle quali salgono a bordo oltre un migliaio di studenti. Durante il viaggio i ragazzi e i docenti che li accompagnano hanno la possibilità di dialogare con importanti figure delle Istituzioni e delle Associazioni che si occupano di legalità.
Da venerdi 10 al 31 maggio proiezioni, incontri e dibattiti. Il 22 maggio 2013 proiezione del documentario UOMINI SOLI un film di Paolo Santolini e Attilio Bolzoni.